Uffici postali, è protesta ad Ali’ e Fiumedinisi

FIUMEDINISI – Monta la protesta anche a  Fiumedinisi e ad Alì Superiore contro la decisione dell’Azienda Poste con la quale gli uffici nei comuni collinari rimarranno aperti a giorni alterni. Vale a dire tre volte la settimana.
Il sindaco di Fiumedinisi, Cateno De Luca, si è già attivato ed è pronto a presentare un esposto alla Procura della Repubblica e alle autorità amministrative competenti per ottenere l’immediato ripristino del servizio postale sei giorni su sei.
 “Un provvedimento – spiega De Luca –  quello di Poste Italiane, che si ripercuote su un’intera rete di servizi.  Per quanto mi riguarda, ci troviamo di fronte ad una interruzione di pubblico servizio che a Fiumedinisi in modo particolare sta – ha aggiunto il sindaco –  creando non poche difficoltà. Soprattutto perché in paese c’è la sede nazionale del Caf-Fenapi che. giornalmente, invia decine di plichi postali in tutte le sedi del territorio nazionale”.
“La riduzione del servizio postale, di vitale importanza per una associazione come la nostra, mette in gravi difficoltà lavorative l’intera struttura”, dice il presidente della Fenapi Carmelo Satta: “Andremo fino in fondo – ha rilevato –  a questo provvedimento adottato dalle Poste  non solo per Fiumedinisi, ma anche per altri comuni come Antillo, Alì e Mandanici i cui utenti per fruire di un ufficio postale devono raggiungere i paesi della marina”.
Ad Alì Superiore, invece, è stata avviata una raccolta di firme tra i cittadini, che saranno inoltrate al ministro per le Comunicazioni, alla sede centrale di Roma di Poste Italiane e a quella provinciale unitamente a una delibera di Consiglio approvata all’unanimità.

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