Nizza di Sicilia resta nell’Unione dei Comuni jonici

NIZZA DI SICILIA –  Nizza di Sicilia non lascia l’Unione dei Comuni delle Valli Joniche dei Peloritani. La fuoriscita, da più parti data per scontata, si è arenata in Consiglio comunale dove l’argomento è stato dibattuto su richiesta del gruppo di minoranza “Insieme per voltare pagina”. Il primo firmatario dell’ordine del giorno, Valentina Polò Briguglio, ha illustrato la proposta sostenendo i motivi della necessità di un immediato recesso. Innanzitutto è stato puntualizzato che l’Unione delle Valli joniche dei Peloritani racchiude 18 Comuni di un vasto territorio “non omogeneo per ovvie caratteristiche geografiche”. Inoltre, è stato sottolineato, che a distanza di tre anni dalla nascita dell’Unione “i risultati raggiunti sono pari a zero”: Di qui la necessità di un ente sovraccomunale più “gestibile e proficuo” quale potrebbe essere una Unione di Comuni della Valle del Nisi, prevista tra l’altro nei programmi dei due candidati a sindaco dell’ultima tornata elettorale (Filippo Isaja e Giuseppe Di Tommaso, eletto alla carica di primo cittadino).
La maggioranza consiliare di Nizza, attraverso il capogruppo Santino Caruso, ha respinto la proposta: “Più che di recesso – ha detto – è necessario parlare di suggerimenti e critiche di avanzare all’attuale Unione delle Valli Joniche” facendo palesemente intendere che la maggioranza non ha alcuna intenzione di fare passi indietro nonostante gli impegni assunti, attraverso la firma di un protocollo d’intesa,  con l’on. Cateno De Luca. Dai banchi dell’opposizione (da parte dei consiglieri Carmelo Campailla e Lillo Nucifora) sono state scagliate accuse all’indirizzo del sindaco Di Tommaso, per non aver mantenuto l’impegno. La replica non si è fatta attendere. “Quel protocollo d’intesa – ha sostenuto il primo cittadino – l’ho firmato solo a titolo personale”. La proposta della minoranza, di recesso dall’Unione dei comuni delle Valli joniche dei Peloritani è stata bocciata con i 9 voti della maggioranza contro i quattro della minoranza (erano assenti Giacomo D’Arrigo e Domenica Brigandì).

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