S. Teresa. Annullato l’insediamento del Consiglio

S. TERESA DI RIVA – Il Consiglio comunale di S. Teresa di Riva dovrà essere riconvocato per insediarsi ed eleggere nuovamente il presidente ed il suo vice. Insomma, si ricomincia daccapo. Ieri, con i 9 voti dei consiglieri di maggioranza (i sei dell’opposizione si sono astenuti) sono state annullate in autotutela tutte le delibere adottate nella prima seduta della nuova legislatura, lo scorso 30 maggio. Una seduta macchiata da un vizio di forma in quanto nella convocazione non erano specificati il mese e l’anno della riunione. Ieri c’è stato un nuovo giuramento. Ed un altro ve ne sarà nella prossima assemblea, quella che a dire dei consiglieri di “Città Libera” dovrebbe rimettere in carreggiata il Consiglio comunale. Ma per gli esponenti di “Sicilia Vera” non sarebbe tutto così semplice. “A tutt’oggi – ha esordito il capogruppo Pinella Aliberti – non siamo legittimati a stare in quest’aula. Riteniamo questo giuramento illegittimo in quanto non fa parte dell’ordine del giorno che ci è stato notificato”. Pinella Aliberti ha poi parlato dell’ormai famigerato “giallo” del fax inviato dal commissario La Mattina il 22 maggio, nel quale venivano specificati mese ed anno della riunione consiliare. Fax – ha sottolineato il capogruppo della minoranza – che non ci è stato mai notificato, altrimenti ci saremmo presentati”. Il sindaco Alberto Morabito si è limitato ad evidenziare che se i consiglieri di Sicilia Vera fossero stati presenti alla prima seduta il vizio di forma si sarebbe immediatamente sanato”. Ha poi augurato un “clima di concordia, nel rispetto dei ruoli”. A dire il vero di concordia ieri sera in aula se n’è vista poco. Anzi per nulla. La riunione è scivolata via con interventi dai toni spigolosi e ripetuti battibecchi tra il capogruppo di minoranza ed il presidente Carmelo Lenzo. Il capogruppo di maggioranza Giuseppe Sturiale ha parlato di un “clima ostruzionistico e non di opposizione”. Nel dibattito si sono inseriti anche i consiglieri di minoranza Roberto Morchella e Fabio Palella. Quest’ultimo ha proposto lo scioglimento della seduta a data da destinarsi con susseguente convocazione dell’assemblea dei capigruppo come previsto dal regolamento del Consiglio. “Il tutto – ha detto Palella – per dipanare questa intricata matassa e uscire dall’impasse”. La proposta è stata bocciata dalla maggioranza. Pinella Aliberti ha rimarcato da parte sua, prima di andare al voto per annullare in autotutela le delibere adottate il 30 maggio, che si stava partecipando ad una seduta anomala “nella quale c’è un presidente del consiglio che annulla se stesso. Non spettava a lui convocare questa seduta bensì al commissario”. Ed ha così comunicato l’astensione del gruppo”. La seduta si è conclusa con il voto: 9 a favore della revoca di quelle delibere e 6 astenuti. Ma per la minoranza anche questa riunione sarebbe illegittima.

Leave a Response