Ris di Messina indaga su vicenda di Rignano Flaminio

MESSINA – Hanno preso il via nei laboratori del “Raggruppamento investigazioni scientifiche” di Messina gli accertamenti dei carabinieri del “Ris” su alcuni reperti biologici (impronte digitali, capelli, peli, eventuali oggetti) trovati nelle abitazioni e nelle autovetture di alcuni dei sette indagati nell’inchiesta sui presunti abusi sessuali ai danni dei bambini della scuola materna “Olga Rovere” di Rignano Flaminio, in provincia di Roma.
Gli accertamenti si sono svolti in sede di incidente probatorio, l’istituto del codice che consente ad un atto istruttorio di assumere il valore di prova in un eventuale processo. Per questo tutti i reperti prima di essere analizzati sono stati fotografati.
A disporre l’attività di analisi, al fine di verificare se i reperti sequestrati appartengano ai bambini, è stato il giudice per le indagini preliminari di Tivoli, dott. Elvira Tamburelli, su richiesta del pubblico ministero Marco Mansi. Gli esperti, che nella città dello Stretto operano agli ordini del maggiore Sergio Schiavone, consegneranno i risultati entro tre mesi. Nella caserma del “Ris”, ieri mattina, erano presenti anche due consulenti di parte: il dott. Alessio Asmundo, medico legale, e il dott. Munafò, per conto del dott. Bruno Dalla Piccola, biologo genetista di fama internazionale.
Il 6 giugno era invece cominciata l’indagine psicologica su quattro dei bambini presunte vittime per valutare la loro capacità di testimoniare davanti al gip.

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