Messina. Patenti facili, due condanne e assoluzioni

MESSINA – Dopo quattordici anni di processo, con parecchia gente che all’epoca finì anche in galera, è calato il sipario – e siamo ancora al primo grado –, suol processo delle “Patenti facili”.
La conclusione: due condanne e poi una raffica di assoluzioni con la formula «perché il fatto non sussiste».
A decidere tutto i giudici della seconda sezione penale del Tribunale di Messina.
Il processo riguardava funzionari della Motorizzazione civile e titolari di scuole guida anche del versante ionico Messinese che, secondo l’accusa iniziale, tra il 1992 e il 1993 avrebbero gestito in maniera piuttosto singolare gli esami per il conseguimento delle patenti di guida.
Il pm Angelo Cavallo aveva chiesto la condanna del solo Antonino Castrogiovanni a 2 anni e 8 mesi, e poi una serie di assoluzioni e dichiarazioni di prescrizione dei reati.
La sentenza. I giudici hanno condannato a 2 anni e 8 mesi Antonino Castrogiovanni (interamente condonati), a un anno e 6 mesi Eduardo Saija (concessa la pena sospesa), ritenuti responsabili di due casi di concussione; ad entrambi i giudici hanno concesso le attenuanti generiche. Prescrizione di un reato è stata dichiarata per Salvatore Puglisi. Sono stati assolti da tutti i reati con la formula «perché il fatto non sussiste» Francesco Cinardo, Gerardo Abbadessa, Rocco Bonsignore, Nunzio Cucinotta, Stefano Doddo, Renato Fiumara, Giuseppe Lamonica (nel suo caso, anche se è deceduto, i giudici sono entrati nel merito), Salvatore Lampuri, Santo Oliva, Nunzio Moschella, Santi Paratore, Salvatore Puglisi (dai reati residuali) e Eduardo Saija (dai reati residuali).

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