Taormina. Ospedale “Sirina”, no al ridimensionamento

TAORMINA – Durissima presa di posizione del Consiglio comunale di Taormina contro il progetto di ridimensionare dell’attività dell’ospedale “Sirina”. L’assemblea cittadina ha, all’unanimità, votato un ordine del giorno urgente che: “Impegna il sindaco ed il presidente del Consiglio comunale al fine di scongiurare l’ipotesi di riduzione del personale del nosocomio”. I consiglieri comunali, inoltre, invitano il primo cittadino, Carmelantonio D’Agostino, ed il presidente, Giuseppe Composto a: “Chiedere un incontro urgente al direttore generale dell’ASL n. 5 di Messina per valutare l’assegnazione del personale previsto per il presidio ospedaliero di Taormina ed adottare, inoltre, tempestivi provvedimenti rapportati all’effettivo carico di lavoro delle singole unità dell’ospedale, per il mantenimento degli standard assistenziali riconducibili alle tipologie qualitative e quantitative delle prestazioni effettuate e fatturate”. Nell’ordine del giorno, promosso dal consigliere Eugenio Raneri, è sottolineato che: Il Sirina ha raggiunto punte d’eccellenza specie in oncologia, cardiochirurgia, pediatria, rianimazione neonatale e post-carchiuchirurgica, cardiologia e UTIC, chirurgia, ostetricia e ortopedia”, e che: “Non può essere ulteriormente mortificato e penalizzato nel mantenimento di standard assistenziali adeguati”.  Il Consiglio comunale, infine sostiene che: “Nessuna giustificazione, anche in termini di produttività ed efficienza, giustifica comportamenti di riduzione del personale infermieristico che comporterebbe ridimensionamenti, accorpamenti se non chiusura di alcune importanti unità operative”.
“Il nostro ordine del giorno –ha spiegato il presidente Composto- sarà, nelle prossime ore, inviato ai 31 comuni del distretto sanitario che fa capo a Taormina. Siamo sicuri che il testo sarà approvato dagli altri comuni che vorranno far sentire il loro peso politico contro il ridimensionamento del Sirina, unico presidio ospedaliero del comprensorio ma, soprattutto, punto di riferimento sanitario per gran parte della Sicilia e della Calabria”.
“Le decisioni dell’ASL a proposito del Sirina –commenta il vice sindaco, Eligio Giardina- sono incomprensibili ed inaccettabili. Non ci capisce, soprattutto, come si può pensare di ridurre il personale in un ospedale che ha raggiunto livelli produttivi, specie sul piano della qualità, riconosciuti non solo in Sicilia. Saggia politica sarebbe quella di mantenere i livelli raggiunti non di tagliare. A noi pare che si stia agendo per dirottare i fatturati del Sirina verso altri ospedali della provincia. Taormina, ovviamente, crede nella necessità di far crescere, in tutta la provincia, la qualità dell’offerta sanitaria. Non accetta, però, che il processo di potenziamento venga effettuato a discapito di un ospedale, quello di Taormina, che è sede di strutture e dipartimenti di alta specializzazione e punto di riferimento per un territorio che è molto più ampio di quello del comprensorio taorminese”. “Se l’ASL n. 5 non rivedrà, in tempi brevi ed in maniera convincente, il progetto relativo al nostro ospedale –sostiene Composto- Taormina si farà promotrice, coinvolgendo le amministrazioni ed ai consigli comunali del Distretto, di una mobilitazione generale. Inviteremo i vertici dell’ASL, il governo regionale e le deputazioni messinese all’ARS ed al Parlamento nazionale, i sindacati. Il Sirina non può essere smantellato”.
Il Consiglio comunale di Taormina, oltre che della situazione dell’ospedale Sirina che rischia di essere ridimensionato per la riduzione del personale, si è interessato del vecchio nosocomio, il San Vincenzo, in pieno centro storico, che potrebbe essere trasformato in albergo. L’ex ospedale, secondo l’assemblea cittadina, non deve essere venduto a privati. Deve restare presidio sanitario
La Regione, nei giorni scorsi, invece, ha deciso di vendere le strutture sanitarie dimesse. In questo progetto è stato inserito anche il vecchio ospedale taorminese nel quale, attualmente, sono sistemati gli uffici del Distretto sanitario e la guardia medica. Tra gli amministratori taorminesi, hanno destato particolare stupore le dichiarazioni di Carlo Sorci presidente di Sicilia Patrimonio Immobiliare che sta curando, per la Regione, la pratica di dismissione. “Sorci ha detto –riferisce il vice sindaco di Taormina, Eligio Giardina- che il San Vincenzo potrebbe essere messo all’asta per essere trasformato in un albergo. Alla Regione facciamo sapere che l’ex ospedale, per quanto riguarda il comune di Taormina, non sarà interessato da un’operazione di cambio di destinazione d’uso. Deve restare presidio sanitario. Difenderemo questa posizione in tutte le sedi ed in tutti i modi”.
“In ogni caso –spiega il presidente del Consiglio comunale, Giuseppe Composto, la Regione deve tenere conto della delibera n. 86 del 2003 con la quale l’assemblea cittadina ha determinato che l’immobile appartiene all’ASL n. 5 di Messina e costituisce patrimonio indisponibile e, pertanto, non è alienabile. In quella delibera è specificato che: “La parte antica dell’ospedale era l’ex convento di San Francesco di Paola che l’ex sindaco di Taormina, Salvatore Cacciola a proprie spese, restaurò e ristrutturò adibendolo ad ospedale per poi cederlo –come risulta da delibera consiliare del 31 gennaio del 1889- al Comune, con clausola essenziale di destinazione a struttura sanitaria per i taorminesi. Nel 2003, il Consiglio comunale ha confermato la destinazione d’uso pubblico non lucrativa dell’immobile, ex ospedale di Taormina”.
Nella delibera consiliare del 2003 è spiegato che, le strutture più recenti del San Vincenzo furono realizzate in deroga alle prescrizioni del PRG proprio per assicurare a Taormina un ospedale idoneo alle esigenze. “Difendiamo –aggiunge Giardina- quelle decisioni. Difendiamo gli interessi della collettività. Ricordo, pure, che è stato già dato mandato al sindaco di Taormina di esercitare il diritto di prelazione sull’immobile nel caso di eventuale alienazione ma, principalmente, di avviare tutte le iniziative necessarie ed occorrenti atte ad impedire la vendita dell’ex ospedale”.

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