Messina. Incendiata l’auto di un primario del Papardo

MESSINA – Si respira aria pesante all’ospedale Papardo do Messina. Ignoti hanno incendiato l’auto del primario del pronto soccorso, il dott. Gustavo Rizzo, direttore della Medicina e chirurgia d’urgenza. L’Alfa 166 si trovava posteggiata a Torre Faro  davanti all’abitazione del medico, quando, intorno alle 4 del mattino  è stata avvolta dalle fiamme di chiara origine dolosa. Danneggiata anche l’abitazione e in particolare la centralina elettrica che governa i dispositivi di sicurezza e accesso, mentre il dott. Rizzo è rimasto leggermente ferito nel tentativo di spegnere le fiamme, poi domate dai vigili del fuoco. Sull’episodio indagano i carabinieri di Faro Superiore, mentre a quelli di Ganzirri era stato denunciato un analogo tentativo, che però non era andato in porto, perpetrato giovedì scorso sempre ai danni della stessa vettura. Visibilmente scosso, ma non meno combattivo del solito, il primario addebita l’accaduto «allo stato di malessere generale che si vive nell’ospedale su più fronti», dunque attribuendo una qualificazione precisa al gesto sulla cui matrice, comunque, sono ancora in corso le indagini. Connessione che, peraltro, il direttore generale dell’ospedale Gaetano Sirna esclude decisamente: «Non ero a conoscenza di questo fatto – ha commentato – ma non credo che sia in alcun modo addebitabile a provvedimenti adottati in azienda, con i quali il dott. Rizzo non ha alcun collegamento».
Un motivo d’inquietudine in più, comunque, in un momento in cui sul tappeto ci sono tematiche particolarmente delicate, affrontate ieri mattina nel corso di un’affollata assemblea, tenutasi nei locali del nosocomio di Sperone e convocata da sindacati confederali e autonomi della categoria medica. All’ordine del giorno le procedure di risoluzione del rapporto di lavoro a carico di due medici dell’azienda e i provvedimenti emessi dalla direzione generale a fronte di esuberi e riorganizzazioni aziendali.

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