Nizza. 6 indagati per la morte del geometra Barbagallo

NIZZA DI SICILIA – Ci sono sei indagati per la morte del geometra Filippo Barbagallo, 26 anni, di Roccella Valdemone, avvenuta l’altro ieri mattina in un cantiere di Nizza Sicilia,  in via Villafranca, all’altezza del complesso “Arcadia”.  

Si tratta dei coniugi proprietari del terreno, Antonio Sterrantino, 48 anni, di Nizza, e Venera Spadaro, 49 anni, di S. Teresa di Riva; del responsabile della sicurezza del cantiere Enrico Interdonato, 48 anni, di Nizza; il titolare della ditta Carmelo Lombardo, 39 anni, di Letojanni; il geometra Alfio Valatro, 38 anni, di Acireale, che si trovava alla guida del bobcat; e infine il progettista, l’ingegnere Giovanni Camillen, 56 anni.
Per tutti l’accusa è di omicidio colposo. In questa fase si tratta comunque di atti dovuti da parte del sostituto procuratore di Messina Fabrizio Monaco, anche a garanzia degli indagati stessi, per effettuare tutte le operazioni peritali: da un lato l’autopsia sul corpo del povero Barbagallo (eseguita ieri pomeriggio dal medico legale Fabrizio Perri) e dall’altro la perizia tecnica sulla tragedia che il magistrato affiderà quanto prima, intanto è stato confermato il sequestro del cantiere.

Barbagallo era il direttore dei lavori per conto dell’impresa “Lcs servizi Srl” di Letojanni, ed ha perso la vita in seguito al crollo del muro di pietra di una vecchia casa adiacente, mentre stava assistendo ai lavori di livellamento del terreno per la costruzione di una nuova abitazione. Su quanto accaduto la Procura della Repubblica ha aperto un’inchiesta, che stabilirà le cause del crollo del muro, fatale per il giovane geometra. Il crollo del muro poteva costare la vita anche ad un compagno di lavoro di Barbagallo,  Alfio Valastro, di Letojanni, rimasto miracolosamente indenne grazie al tettuccio del bobcat che lo ha riparato dalla “pioggia” di macerie. Indagini anche sulla posizione dei singoli dipendenti.
Quella registrata a Nizza di Sicilia è la terza morte “bianca” in provincia di Messina dall’inizio dell’anno. Il Codacons sollecita la costituzione di una task force e «controlli capillari» nei luoghi di lavoro in tutta la Sicilia.  Il segretario generale della Uil di Messina, Costantino Amatom, ha detto che «bisogna cambiare l’impostazione culturale fino a quando da parte di imprese e organi di controllo le questioni legate alla sicurezza e alla prevenzione non saranno poste in testa ad ogni apertura di cantiere continueremo ad assistere a questo drammatico stillicidio che ogni giorno ci consegna morti e decine di infortuni». «E necessario – ha aggiunto – che la cultura della vita entri nella forma mentis di chi fa impresa e che vengano attivati tutti quegli strumenti, che pure già esistono a livello legislativo e istituzionale, perchè si fermi il computo delle vittime».

 

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