Roccalumera. Nascose il padre morto: condannato

ROCCALUMERA – E’ stato condannato a 10 anni e 4 mesi per omicidio (anche se non l’ha matrerialmente commesso) Francesco Foti, 36 anni di Roccalumera, che nascose il cadavere del padre per 4 mesi al quarto piano di uno stabile di corso Umberto I, in pieno centro. Francesco ieri è comparso davanti al giudice delle indagini preliminari Massimiliano Micali ed il suo legale, l’avvocato Emilia Cerchiara ha chiesto ed ottenuto per lui il rito abbreviato. Il giudice ha concesso le attenuanti generiche, e quelle che derivano dal riconoscimento di un vizio parziale di mente. Con il rito abbreviato, alla fine fanno 10 anni e 4 mesi di reclusione. Il processo, l’intera vicenda, sta tutto in quel “riconoscimento” di «vizio parziale di mente». S’è tenuto in casa il cadavere del padre per 4 mesi. Una storia di povertà, ma soprattutto di serie turbe psichiche, fors’anche di paure o di disperata necessità, fa da cornice a un fatto di cronaca che ha turbato la cittadina ionica.
Tutto venne a galla il 4 settembre dello scorso anno. Uno stabile avvolto per mesi da un fetore insopportabile, giorno dopo giorno sempre più sospetto. Tanto da indurre a un certo punto i condomini a rivolgersi alle forze dell’ordine. Il blitz dei carabinieri di buon mattino, la macabra scoperta: Domenico Foti, “Mico” per tutti a Roccalumera, pensionato di 75 anni, dopo un periodo di malattia si era spento. Il figlio Francesco l’aveva nascosto, tra due materassi, in uno sgabuzzino ricavato nel balcone di casa. Immediato l’arresto, nessuna convincente spiegazione fornita agli investigatori dal giovane disoccupato. Molte le ipotesi: omicidio, la prima; morte accidentale e occultamento del cadavere per continuare a percepire la pensione del padre, la seconda; insensata decisione frutto di deficitaria condizione psichica, la terza. L’esame autoptico sgomberò il campo da molte nubi: su “Mico” Foti non furono riscontrati segni di violenza; era stato solo colpito da malore. Fatale nella circostanza. Occultamento di cadavere e omissione di soccorso le imputazioni che hanno poi dato forma all’accusa di omicidio nei confronti del figlio Francesco. Ieri la sentenza: 10 anni e quattro mesi; il pm Rende aveva chiesto otto anni. Omicidio con il riconoscimento di attenuanti generiche e vizio parziale di mente.

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