S. Teresa Riva. Pericolo astensione e voto incrociato

SANTA TERESA DI RIVA – Pericolo astensione e voto incrociato: sono palpabili entrambi perchè riflettono lo scoramento e la rabbia di molti elettori che non gradiscono i soliti noti ed i volti nuovi non li attirano per cui taluni minacciano di non andare a votare per una sorta di protesta al contrario mentre altri si orientano verso il voto incrociato. Per questo i maggiori candidati non lasciano occasione per invitare gli elettori ad andare a votare e, sopratutto, di fare una scelta netta, senza pericolosi incroci. La presenza di cinque liste, comunque, eviterà che sindaco e consiglio siano di segno opposto, come è accaduto nel 2003 tanto che il sindaco Alberto Morabito dopo quattro mesi di ingovernabilità decise di dimettersi, per poi rivincere le elezioni nel 2004 con Carlo Lo Schiavo sindaco e la maggioranza in consiglio, anche se, poi, sappiamo com’è andata a finire, tant’è che il 13 e 14 maggio prossimi si voterà per la terza volta in quattro anni, senza che i due mandati precedenti si siano conclusi regolarmente.
Ma se chi vince prende tutto, c’è la battaglia per i sei seggi della minoranza che toccheranno alla lista con il maggior numero di voti dopo quella del candidato sindaco vincitore. In questo caso non contano i voti del candidato sindaco. Ecco perchè si succedono gli appelli al voto per questo o quel candidato da parte di associazioni, gruppi, movimenti politici o di personaggi che hanno ricoperto importanti incarichi e che ora si spendono in favore di una lista.
Dopo le uscite di Alberto Morabito (Città Libera), Nino Bartolotta (Sicilia Vera) e Carlo Lo Schiavo (Noi Domani), ieri è stata la volta del prof. avv. Francesco Trimarchi (Per S. Teresa) che in piazza Sacra Famiglia ha illustrato il suo programma e dell’avv. Francesco Currò (Iniziativa Democratica) che da piazza Municipio ha lanciato la sua proposta per un rinnovamento radicale della cosa pubblica. Il prof. Trimarchi, che è il vero volto nuovo di questa competizione, a chi gli contestava di non essere radicato sul territorio ha spiegato di non essere un “marziano” calato a S. Teresa per portare il “verbo” ma un figlio di questa città da cui non si è mai distaccato. Ha sottolineato, tra le altre cose, che nell’attuale panorama di soliti noti rappresenta la vera alternativa per una gestione competente, trasparente e “pulita” della cosa pubblica. L’avv. Francesco Currò in piazza Municipio non ha deluso l’uditorio. Ancora una volta non ha risparmiato i suoi strali, ma ha anche esposto in modo avvincente quale è la città che sogna dove non ci dovrebbe più essere voto di scambio, dove ad ognuno sia offerta la possibilità di una opportunità di lavoro limpida e trasparente in questa città che ha delle potenzialità inespresse nel commercio e nel turismo.

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