Messina, Forte Ogliastri sarà sottoposto a restauro

MESSINA – Giovedì 19, alle ore 11.15, il sindaco, Francantonio Genovese, e l’assessore alla cultura, Francesco Gallo, illustreranno alla stampa, nel corso di un sopralluogo, il completamento dei lavori di manutenzione e restauro di Forte Ogliastri. Il Forte, concesso dal Demanio al Comune di Messina verso la fine del 1998 in condizioni pessime di conservazione, è stato restaurato nell’ambito degli interventi previsti dal Programma Urban Italia–Città di Messina, avviati alla fine del 2005. Ad eseguire i lavori è stata la ditta A.T.I. Soc. Coop. Costruzioni Sud A.R.L (capogruppo) e Burgio Vito (associata) di Canicattì, aggiudicataria dell’appalto, per un importo a base d’asta di 549.270,81 euro. Direttori operativi sono stati l’arch. Giovanni Scipilliti, l’ing. Vito Leotta ed il geom. Erio Rodilosso; responsabile unico del procedimento, l’ing. Carmelo Ricciardi, con l’arch. Francesco Falcone; progettisti gli architetti Giovanni Scipilliti, Pasquale Tripodo e Barbara Fastuca, che ha diretto i lavori. Con l’intervento, a carattere conservativo, si è cercato di adattare a nuovo uso il manufatto nel rispetto della morfologia e delle tecniche costruttive originali: oltre i lavori di pulitura, consolidamento e completamento impiantistico e funzionale, sono stati operati degli interventi per il ripristino del sistema di aerazione e dei camini, che avevano l’importante funzione di mantenere asciutte le polveri in una struttura praticamente ipogea, ed è stato parzialmente riattivato il sistema delle cisterne per la raccolta delle acque pluviali, che verranno utilizzate per l’irrigazione. Nei locali verrà esposto, oltre a materiale informativo sul sistema dei forti, del materiale multimediale sugli usi e le tradizioni della città. Dei lavori fanno parte anche la sistemazione dell’area in concessione, esterna al forte, a parco urbano attrezzato con giardino odori-colori, area di sosta con giochi per bambini, tavoli e sedute, palco per piccoli spettacoli e danze (già realizzato), caffetteria con spazio esterno. I lavori – come si ricorderà – fanno parte di una serie di interventi finalizzati ad attrezzare nodi strategicamente localizzati nel territorio urbano. Insieme a Forte Ogliastri, la ex Chiesa Santa Maria degli Alemanni e l’Istituto Marino di Mortelle, sono destinati a essere dei punti di riferimento della città in quanto ospiteranno, oltre ad attività diverse, gli Information Point cittadini. Forte Ogliastri sarà anche un contenitore di attività socio-culturali, contribuendo alla riqualificazione del quartiere Giostra. Forte Ogliastri, fa parte delle cosiddette “Fortificazioni Umbertine”, ideate dal Generale Mezzacapo, realizzate poco dopo l’unità nazionale, in un periodo compreso tra il 1882 e il 1892, quando il quadro politico internazionale vedeva l’Italia protesa verso i Balcani e l’Africa, con le sue basi navali di Taranto e di Augusta. Si tratta di 24 fortezze, costruite dallo Stato Maggiore del Regio Esercito Italiano, dislocate sia sul versante peloritano che su quello aspromontano. Nel solo territorio messinese sorgevano ben 16 forti, denominati “batterie”, tutte orientate verso il mare, a controllo dello Stretto, e situate sulle montagne dominanti Messina, in modo da assicurare non solo il controllo sul mare, ma anche sulle strade e sui valichi montani. Le fortificazioni costituiscono un significativo esempio di architettura militare post-unitaria adattata alla morfologia dei rilievi collinari e, allo stesso tempo, un’importante testimonianza del ruolo svolto dalla città di Messina nel contesto politico e militare conseguentemente all’unificazione nazionale. Le batterie avrebbero dovuto determinare la distruzione di una flotta nemica che avesse osato passare attraverso lo Stretto, punto di passaggio obbligato per il Mediterraneo settentrionale infatti tutte le fortezze avevano in comune la direzione con cui erano posizionate: tutte le batterie di artiglieria risultano puntate verso sud-est, in direzione del mare, mentre gli ingressi si trovano dal lato opposto. Sfruttando la conformazione morfologica dei rilievi i forti venivano costruiti scavando la parte interna di una collina, in modo tale da rendere la struttura protetta dalla stessa montagna e completamente invisibili dal mare tutte le postazioni di artiglieria. Tutto questo apparato bellico non ebbe mai un determinante impiego militare: lo sviluppo dell’aviazione militare li rese presto superati. Furono utilizzati come polveriere e durante la seconda guerra mondiale quando nei forti furono installate le artiglierie contraeree che, per quanto fu loro possibile, tentarono di contrastare le incursioni dell’aviazione anglo-americana. Per nascondere la struttura agli aeroplani nemici furono piantati un certo numero di eucalipti, alberi a rapida crescita, invasivi sia per diffusione che come apparato radicale.

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