Messina, il futuro delle Ferrovie passa dallo Stretto

MESSINA – Messina esempio dell’abbandono delle Ferrovie dello Stato in Sicilia. In occasione dello sciopero nazionale dei ferrovieri, la città dello Stretto è diventata per un giorno la capitale dello stato di malessere dei dipendenti del gruppo Ferrovie dello Stato. “La decisione di manifestare a Messina si è rivelata quanto mai opportuna – afferma il segretario regionale della Fit Cisl, Amedeo Benigno – perché è la testimonianza che i ferrovieri siciliani hanno compreso come il mantenimento e il futuro sviluppo del traffico su rotaia nell’isola dipenda interamente dal potenziamento dei mezzi, delle strutture e delle infrastrutture sullo Stretto”. La straordinaria adesione della società civile messinese (Istituzioni, associazioni dei commercianti, operatori economici, partiti politici, deputazione regionale e nazionale, ordini professionali) alla manifestazione-corteo di questa mattina è anche la dimostrazione dell’importanza della posta in gioco per la città di Messina, che vuole recuperare il suo ruolo strategico nel Mediterraneo. “Con o senza ponte sullo stretto – dice il segretario della Fit Cisl di Messina, Enzo Testa – il corridoio 1, Berlino-Palermo, deve continuare ad essere una priorità nazionale. Senza il ponte, la più volte sbandierata continuità territoriale deve essere garantita da un adeguato collegamento tra le due sponde dello stretto. Un compito che non può non spettare allo Stato e per esso alle FS. Questo significa che deve essere rinnovata e potenziata la flotta, ammodernati i sistemi a terra e completati i raddoppi ferroviari. La manifestazione – prosegue Enzo Testa – ha evidenziato il consenso di tutte componenti della città alle lotte che i ferrovieri e i marittimi attuano da tempo per contrastare il degrado infrastrutturale derivante dal disimpegno nel tempo di Fs nell’area dello stretto. Ci aspettiamo che questa manifestazione diventi uno spartiacque e che d’ora in poi ci siano impegni precisi e investimenti certi per potenziare il nodo ferroviario e la navigazione sullo stretto con un forte ruolo del gruppo Fs e del Governo in termini di risorse”. I primi segnali concreti dovranno arrivare – sostengono quelli della Fit Cisl  – dal piano aziendale di Fs e, soprattutto, la Cisl insiste nel pretendere dal Consiglio dei Ministri un preciso atto di indirizzo che dia allo stretto la priorità per l’utilizzo dei fondi Fintecna già previsti per il ponte.

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