Gli Spartani e i neonati buttati dalla rupe

Riceviamo e pubblichiamo.

Era consuetudine presso gli Spartani buttare dalla rupe i neonati che presentassero una qualunque forma di disabilità fisica. In questo modo forgiavano una società di uomini perfetti. Chi vive oggi nella nostra riviera ha la necessità di essere come gli Spartani: in perfetta salute fisica, prestante e giovane, o meglio, con un’età compresa tra i quindici e i cinquant’anni. Non ci credete? Andate a fare una passeggiata su un qualsiasi marciapiede di uno dei nostri paesi e vi accorgerete che non ci sono barriere architettoniche, ma veri e propri muri, così chi si muove in un passeggino o in una carrozzella oppure non ha la prestanza fisica per effettuare ampi ed alti passi, incontra problemi insormontabili.
Marciapiedi con pali della luce piazzati al centro; pozzetti e pozzettini che escono da tutte le parti; mattonelle di altezza varia; terreno scosceso; continui ribassamenti per favorire l’ingresso di macchine in garages ed officine, civilmente distribuite lungo i centri storici. Insomma, come si conviene ad una società evoluta, abbiamo una strenua difesa delle classi più forti alla faccia di quelle più deboli: bambini e anziani. Del resto si dice che il mondo è dei giovani!!!
Sta di fatto che nei nostri paesi i più piccoli e i più vecchi; i diversamente abili e coloro che hanno anche minimi problemi di deambulazione, insomma, i più deboli, sono soggetti continuamente ad incidenti, a volte gravi… nella speranza che i Comuni siano assicurati contro gli infortuni… non senpre. Però parliamo di turismo e alcuni dei nostri paesi, se non tutti, sono stati dichiarati “Comuni a vocazione turistica”.
Lancio una proposta. Visto che l’Unione dei Comuni ha un po’ di soldi da spendere, perchè non li usiamo per migliorare le condizioni dei nostri paesi e poi pensiamo a programmare le stagioni turistiche? Così evitiamo che oltre a noi anche i turisti siano esposti a tutti questi rischi.

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