Messina, ”il popolo migratore” vola sullo Stretto

MESSINA – Forse non tutti sanno che ogni primavera lo Stretto di Messina si trasforma in una ”corsia preferenziale”, obbligata, che consente il passaggio degli uccelli migratori provenienti dall’Africa e diretti in Europa. Un appuntamento che consente alla natura di esaltarsi  in tutta la sua spettacolarità in uno scenario, quello dello Stretto, di incomparabile bellezza. Unico al mondo.
 Sono migliaia i rapaci che attraversano lo Stretto  prima di toccare terra dopo un lunghissimo viaggio. E’ un braccio di mare quello dello Stretto di Messina dove gli uccelli si concentrano tutti insieme, anche nel giro di un solo giorno, toccando cifre record.
Il cielo dello Stretto rappresenta un particolare sistema aereo: una sorta di “collo di bottiglia” in cui tutti gli uccelli migratori si danno appuntamento per raggiungere la Penisola e continuare il lungo volo verso Nord. Sono più di venti le specie di grandi uccelli che utilizzano questa via migratoria. Tra questi figurano gli uccelli veleggiatori (grandi rapaci e cicogne) che sfruttano le correnti ascensionali che permettono loro il volo, non potendo altrimenti attraversare lunghi tratti di mare. Si possono osservare specie piuttosto rare come Capovaccio, Pellegrino, Aquila reale, Cicogna bianca e Cicogna nera, per un numero totale di uccelli che può raggiungere i trentamila individui, gran parte dei quali specie protetta. Lo Stretto di Messina è quindi uno dei siti più importanti a livello europeo per osservare e studiare il ‘’popolo dei migratori rapaci’’.

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