Mafia, in manette ex vicepresidente della Regione

La Squadra mobile ha arrestato a Trapani l’ex vicepresidente della Regione siciliana, Bartolo Pellegrino, 73 anni, leader del movimento politico “Nuova Sicilia”. Il politico è accusato di concorso esterno in associazione mafiosa e corruzione. Il gip Antonella Consiglio ha concesso gli arresti domiciliari per via dell’età dell’indagato. Pellegrino, fra il 2001 e il 2003, ha ricoperto anche la carica di assessore regionale al Territorio e Ambiente. Secondo gli inquirenti, l’ex deputato regionale avrebbe avuto rapporti con boss mafiosi di Trapani e sarebbe stato a loro disposizione. Ma ci sono altri provvedimenti di custodia cautelare che riguardano il direttore dell’Agenzia del Demanio di Trapani, Francesco Nasca, 61 anni, anche lui accusato di concorso esterno in associazione mafiosa. In cella sono finiti pure gli imprenditori Vincenzo Mannina, 46 anni, Michele Martines, di 37, e Mario Sucamele, di 52. Il provvedimento cautelare e’ stato notificato in carcere a Francesco Pace, 65 anni, indicato come il reggente a Trapani di Cosa nostra. L’indagine della squadra mobile e’ stata denominata ”Progetto mafia e appalti Trapani” e costituisce uno sviluppo di attivita’ investigative che il 24 novembre 2005 avevano gia’ portato all’arresto di Pace e di altre 11 persone.

Il leader di “Nuova Sicilia”, Bartolo Pellegrino, arrestato stamani dalla polizia di Stato per concorso esterno in associazione mafiosa e corruzione, avrebbe avuto un rapporto stabile con il capomafia trapanese Francesco Pace. L’ex vicepresidente della Regione è accusato di avere ricoperto il ruolo di cerniera fra i mafiosi e la politica. Per i pm della Direzione distrettuale antimafia di Palermo, Pellegrino sarebbe stato a disposizione per interventi di tipo amministrativo o politico in favore degli interessi della mafia.

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