Taormina, ”Casinò-mafia? Equazione che non regge”

TAORMINA – Il sindaco di Taormina non ha gradito le dichiarazioni del ministro Giuliano Amato che, di fatto, ha stoppato ogni iniziativa per la riapertura del casinò di Taormina. “Il ministro – ha detto il primo cittadino, Carmelantonio D’Agostino, nel corso di un’affollata conferenza stampa – ha parlato di mafia. Un discorso che non regge, visto che le organizzazioni malavitose per riciclare denaro sporco, non hanno certo bisogno delle case da gioco. Basta un PC ed un collegamento Internet. Ma sono anche altre le osservazioni di Amato che mi sono sembrate fuori luogo”. D’Agostino ha fatto riferimento alle dichiarazioni di Amato che, parlando di Sicilia, ha detto: “Invece che casinò alla Sicilia gioverebbero acqua, alberghi e campi da golf”. A questo proposito, il sindaco di Taormina ha osservato: “Sicuramente il Ministro da parecchi anni non viene a Taormina. Lo invito a venire. Troverà alberghi a 5 stelle, un apparato turistico capace di esprimersi con risultati eccellenti nelle fiere internazionali. Nel 2006, ricordo,  Taormina è stata l’unica località turistica in crescita in tutto i Mezzogiorno. Per quanto riguarda acqua posso assicurare il ministro che Taormina è autosufficiente per almeno i prossimi venti anni. Abbiamo anche pensato al golf: tra massimo 24 mesi ne sarà inaugurato uno proprio nel nostro territorio. Ma a  meno di 20 minuti d’auto dal centro di Taormina, da 15 anni, ne funziona, con ottimi risultati, uno a Castiglione di Sicilia”.  D’Agostino ha, inoltre, fatto una precisazione: “A Taormina non interessa un casinò per avere due o tre sale da gioco. Noi pensiamo ad un kursaal nel quale è possibile, anche, organizzare feste, manifestazioni, spettacoli, convegni”.
A proposito delle iniziative che il comune di Taormina intende avviare per ribadire il proprio diritto ad avere una casa da gioco come Venezia, Campione, Saint Vincent e Sanremo, D’Agostino ha preannunciato un: “Convegno nazionale organizzato insieme all’ANIT, l’Associazione dei comuni che chiedono una regolamentazione del gioco d’azzardo in Italia. Lo avevamo fissato per aprile ma abbiamo dovuto rinviare perché sono in programma le amministrative ed una serie di congressi nazionali di partito. Spostiamo tutto a fine estate”.
Alla domanda: “Cosa chiede, esattamente Taormina al Governo nazionale?”, D’Agostino ha risposto: “Vogliamo poter fare turismo anche con una casa da gioco. Tutto qui. Taormina chiede semplicemente che in Italia si proceda a regolamentare la materia. Non è più possibile che si possa giocare solo in quattro città, che vengano autorizzate 17 mila macchinette mangiasoldi, che si possano attivare casinò in tutto il bacino del Mediterraneo mentre in Italia si debba continuare con una sorta di monopolio”.
Niente battaglie eclatanti, niente, manifestazioni. Taormina intende muoversi, ha spiegato “sul piano del confronto e della discussione. Per questo – ha precisato D’Agostino – di concerto con il presidente del Consiglio comunale, Giuseppe Composto,  investirò del problema la conferenza dei capigruppo. Spero che l’assemblea cittadina venga convocata al più presto in seduta straordinaria proprio per affrontare l’argomento casinò e votare un ordine del giorno. Sarà questa la prima mossa di un confronto a carattere nazionale che spero ci porti, entro fine anno, ad una soluzione definitiva”.
                                                                                       

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