S. Teresa Riva, altre tre auto andate in fiamme

SANTA TERESA DI RIVA – Altre tre auto sono andate in fiamme durante la notte a Santa Teresa di Riva, appartengono a due noti professionisti residenti nella zona di Porto Salvo ed ad un impiegato residente nel complesso Caet a Barracca, alla periferia sud della città. Sono episodi inquietanti che stanno gettando allarme nella cittadinanza, soprattutto dopo il grave episodio di lunedì notte, come abbiamo già riferito, quando è stata data alle fiamme la Citroen Visa dell’avv. Francesco Currò, candidato sindaco per il Pdci alle prossime amministrative a Santa Teresa di Riva. Si pensa ad una matrice politica anche se le indagini non trascurano nessuna pista, compresa quella delle cause accidentali. A tale proposito il segretario provinciale del Pdci, Bertuccello, ha dichiarato: “L’atto criminoso da parte di ignoti che, non potendo controbattere in modo diverso e su piani di battaglia leciti le iniziative e le lotte che Currò porta avanti, dimostra che a Santa Teresa di Riva si è alle soglie di una campagna elettorale molto calda”. Su quello che si sta verificando in questi ultimi tempi i carabinieri indagano con molta cautela anche perchè non vorrebbero trovarsi di fronte ad un piromane, o ad una banda di incendiari, che emulino le notti romane di qualche tempo fa. Per l’Audi e la Punto dei due professionisti i vigili ritengono che le cause debbano addebitarsi anche in questi casi ad un cortocircuito. Per la quarta auto divorata dalle fiamme, una Opel Corsa, però le indagini hanno preso una direzione precisa; quella della ritorsione e della intimidazione visto che la piccola utilitaria appartiene ad un congiunto di un giovane arrestato nel quadro della operazione “Boccavento” sullo spaccio di droga e scarcerato qualche giorno fa, ma implicato anche in una colossale truffa sulla compravendita di auto usate, alcune delle quali sono state sequestrate recentemente dai carabinieri che su ordine del magistrato le hanno riconsegnate ad una concessionaria di Catania che le aveva affidate ad un autosalone di S.Alessio Siculo in conto vendita ma che, dopo essere state vendute a compratori che avevano regolarmente pagato quanto richiesto, non erano state pagate al concessionario etneo.

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