A Letojanni-Savoca le riprese del film ‘La vita rubata’

SAVOCA – Savoca ritorna ad essere set per un film, trentacinque anni dopo (1972) “Il Padrino” di Francis Ford Coppola con Al Pacino e la celebre scena davanti al bar Vitelli in piazza Fossìa. La mobilitazione è generale perchè la settimana prossima (e per cinque settimane di fila) cominceranno a Savoca e Letojanni le riprese del film che racconta la storia di Graziella Campagna, la stiratrice di 17 anni di Saponara uccisa il 12 dicembre 1985 perchè nelle tasche di una camicia aveva trovato l’agendina segreta di un boss di mafia, Gerlando Alberti junior. Un omicidio di mafia, quello, che ora sarà al centro del film “La vita rubata” che il registra Graziano Diana girerà per Raiuno e che verrà mandato in onda il 12 dicembre in occasione della giornata dedicata a tutte le vittime del terrorismo e della mafia, voluta dal presidente della Repubblica Giorgio Napolitano. Il ruolo di protagonista è stato affidato a Beppe Fiorello che impersonerà Pietro Campagna, il fratello carabiniere di Graziella che non si è mai rassegnato a che sull’omicidio calasse la coltre del silenzio. Per la realizzazione del film saranno utilizzate da 500 a 600 comparse che verranno scelte a Letojanni, Savoca e Messina, le località indicate dal regista per il set della fiction. Originaria di Saponara, Graziella Campagna scomparve a Villafranca Tirrena, dopo essere uscita dal lavoro, la sera del 12 dicembre 1985. Il suo cadavere, barbaramente sfigurato da cinque colpi di fucile calibro 12 a canne mozze, venne stato ritrovato due giorni dopo a Forte Campone, sui monti Peloritani, al confine tra Villafranca e Messina. Dopo anni di indagini depistate, processi aggiustati e disinteresse da parte dei grandi organi di informazione, l’11 dicembre 2004 (a diciannove anni dall’accaduto) la Corte di Assise di Messina finalmente emise una sentenza contro i due esecutori dell’assassinio, Gerlando Alberti jr. e Giovanni Sutera, condannati all’ergastolo. Grazie all’indulto, il quattro di novembre Gerlando Alberti jr. uscirà dal carcere di Parma, dove scontava altre condanne, ma non l’ergastolo per l’omicidio di Graziella. L’ordinanza di custodia cautelare che avrebbe dovuto lasciare in carcere Sutera e Alberti almeno fino al processo d’appello era già stata annullata il 23 settembre per decorrenza dei termini. I giudici, dopo quasi due anni dal verdetto e ventuno dall’uccisione di Graziella, non avevano ancora depositato le motivazioni della sentenza. Però l’ex latitante palermitano, già condannato per traffico di stupefacenti, nel carcere di Parma ci sarebbe dovuto rimanere almeno per altri tre anni a scontare un cumulo di condanne per reati minori. Ma a fargli lo sconto ci ha pensato l’indulto. Ora le motivazioni della sentenza sono state depositate, esattamente il 6 di ottobre, e a Messina sono anche arrivati gli ispettori del Ministro della Giustizia Clemente Mastella.  Ventidue anni dopo la storia di Graziella e quella del fratello Piero che ha lottato perchè fosse fatta giustizia, saranno raccontate su Raiuno.

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