Taormina. L’arresto di Morici, primario del ‘Sirina’

TAORMINA – Ha destato stupore l’arresto del dott. Enzo Morici, primario del reparto di chirurgia dell’ospedale Sirina di Taormina, accusato dell’omicidio della moglie avvenuto a Catania 13 anni addietro. La notizia ha destato sbigottimento sia nella città etnea, dove nel ‘93 si è consumato l’efferato delitto in cui venne uccisa la professoressa Antonella Falcidia, sia nella città turistica dove il professionista operava ed era considerato di alto spessore. In attesa che venga chiarita tutta la vicenda giudiziaria, intanto, all’ospedale Sirina dovrà essere indicato un sostituto ad interim. Sarebbe stata la stessa vittima, la professoressa Antonella Falcidia, secondo la Procura di Catania, ad indicare nel coniuge l’omicida che la sera del 4 dicembre del 1993 la uccise a casa con 23 coltellate. Lo avrebbe fatto scrivendo sul divano con il proprio sangue   le prime tre lettere del nome del marito, che dal canto suo continua a professarsi innocente. E lo ha ribadito più volte anche durante l’interrogatorio di garanzia  Vincenzo Morici, a 13 anni dal delitto, dopo l’arresto in esecuzione di un ordine di carcerazione emesso dal Giudice per le indagini preliminari. L’indagato è stato sentito in carcere dalle 15 fino all’1.30 della notte scorsa dal Gip Santino Mirabella e dai magistrati titolari dell’inchiesta, il procuratore aggiunto Renato Papa e i sostituti Andrea Ursino e Salvatore Faro. “Il dottor Morici – ha detto il legale dell’indagato, l’avvocato Carmelo Galati – si è difeso proclamando la sua innocenza. L’interrogatorio è stato lungo perchè sono stati molti i profili affrontati, ai quali il mio assistito non si è sottratto”. L’avvocato Galati ha ricordato che il dottor Morici “da 13 anni si oppone all’archiviazione delle inchieste sulla morte di sua moglie e che in tutti i procedimenti si è sempre costituito come parte offesa, sollecitando continuamente la Procura a trovare il colpevole anche con elementi utili alle indagini”. A rivelare i retroscena dell’indagine è stato il procuratore aggiunto di Catania, Renato Papa, che ha chiesto e ottenuto, “con la collaborazione dei carabinieri del reparto operativo di Catania”, l’emissione di un ordine di arresto dal Gip Santino Mirabella. La ricostruzione dell’omicidio fatta dal magistrato in conferenza stampa è da libro ‘giallo’, come quelli scritti da Carlo Lucarelli dalla cui intuizione in una trasmissione televisiva la Procura ha tratto nuovi spunti lo scorso anno per riaprire l’inchiesta che era stata archiviata.

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