Aumento tasse. I sindacati: ”Guerra ai Comuni”

I sindacati dichiarano guerra agli enti locali. L’annunciato aumento delle tasse risuona, dopo la Finanziaria del Governo Prodi, come un’ennesima insopportabile mazzata. Un pesante fardello sulle famiglie che preoccupa anche perché colpirà indistintamente.
Lo spauracchio maggiore si chiama addizionale Irpef, quel numeretto in percentuale che la nostra regione ha adottato nella massima misura consentita dalla legge, ovvero 1,4%.
I comuni che hanno già approfittato dell’occasione sono Terme Vigliatore (da 0 a 0,8), Scaletta (da 0,50 a 0,80), Antillo (da 0,50 a 0,60), Caronia (da 0,20 a 0,40), Motta camastra (0,50 a 0,70) con agevolazioni per i più poveri e Tortorici (da 0,20 a 0,40) prevedendo esenzioni. Tutti gli altri sono pronti all’aumento e avranno tempo di modificare o confermare l’addizionale entro marzo. Al momento gli enti locali “virtuosi” che non aggravano i cittadini di balzelli sono Brolo, Capizzi, Casalvecchio, Cesarò, Francavilla, Gioiosa Marea, Lipari, Longi, Mongiuffi Melia, Motta d’Affermo, Pettineo, Raccuia, San Teodoro, Santa Domenica Vittoria, Santa teresa di Riva, Sant’Alessio, Torregrotta, Tusa, Valdina e Venetico.
Cgil e Cisl si sono già messe in moto per programmare la mobilitazione contro gli aumenti indiscriminati che comprendono anche Ici e ticket sanitari. Ieri l’incontro operativo nella sede Cisl di viale Europa dove si è fatto il punto insieme con i segretari Maurizio Bernava, Carmelo Muscolino (Federazione pensionati) e Saro La Rosa (Funzione pubblica).
Obiettivo a breve termine: chiedere un confronto per conoscere le intenzioni dell’amministrazione comunale sull’applicazione delle nuove aliquote, al fine di scongiurare il peggio.
La batosta in busta paga, secondo le indagini realizzate dal sindacato, indebolirà le aree più povere, ferendo direttamente il basso reddito; in pericolo moltissime famiglie e i pensionati. Proprio loro domani saranno a Palermo assieme a molti altri delle province siciliane per una grande manifestazione di protesta che partirà da piazza Marina per poi giungere a piazza Indipendenza. “No ai ticket” è o slogan che accompagnerà il corteo (in campo Spi, Cgil, Fnp-Cisl). Il principale imputato è il governo regionale che, secondo le organizzazioni sindacali, continua a ripianare il deficit sanitario introducendo balzelli ingiusti sulla farmaceutica, inasprendo quelli già esistenti. A questi si aggiungono: il ticket per il pronto soccorso e quelli sulla diagnostica (per una radiografia o un esame del sangue può arrivare fino a 46 euro).
L’aumento dell’addizionale Irpef dello 0,50 e arrivata a 1,40 in Sicilia sarà prelevata direttamente dalle pensioni e dalla busta paga – sostengono i sindacati – con facoltà da parte della Regione di farla crescere ancora il prossimo anno in caso di mancato rientro dal deficit sanitario: «Così si lascia infierire la gestione fallimentare della sanità sui soggetti più indifesi. È una vera emergenza sociale».
Il confronto auspicato dai sindacati è l’unica strada percorribile anche se c’è poco da sperare – come sostiene Carmelo Muscolino – dal momento che le risposte ottenute fino a oggi anche dal Comune sono state scoraggianti: «Sull’imminente appesantimento dell’addizionale Irpef – dichiara Muscolino – c’è stato risposto che la misura è richiesta dallo stesso patto di stabilità; quanto poi alle risorse da destinare al sociale, le percentuali sono a dir poco ridicole».
La problematica ha radici profonde che si intrecciano con la lotta agli sprechi, come sottolinea Maurizio Bernava: «L’argomento rappresenta il vero nocciolo della questione; dobbiamo ripartire dalla riorganizzazione della cosa pubblica attraverso la riduzione drastica dello sperpero facile; solo così potremo arginare il processo di tracollo che investe l’efficienza dell’amministrazione».
Alcuni numeri fanno impressione. Sono i dati Istat contenuti nelle tabelle ricostruite dalla Cisl e riguardanti, per esempio, la popolazione anziana della nostra provincia. Moltissime le persone che avrebbero bisogno di un’attenzione maggiore, non solo in termini di risorse. 
Entro il mese di marzo i Comuni potranno scegliere di aumentare le aliquote.

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