Messina, morte al Policlinico: 31 medici ”avvisati”

MESSINA – L’inchiesta sulla morte del piccolo Francesco, il bimbo di sei mesi deceduto al Policlinico il 22 febbraio scorso dopo un lungo calvario di sofferenze, è alla svolta. Trentuno medici che a vario titolo si sono occupati professionalmente della vicenda sono stati raggiunti nella giornata di ieri da un “Avviso di accertamenti tecnici di tipo irripetibile” inviato dal sostituto procuratore Claudio Onorati, il magistrato che su questo caso ha aperto un’inchiesta.
Sabato il pm conferirà infatti l’incarico per l’esecuzione dell’autopsia sul corpo del piccolo ai tre consulenti catanesi che ha individuato per cercare di fare chiarezza su questa tristissima storia: si tratta del medico legale Giuseppe Ragazzi, del pediatria Alberto Fisher e del chirurgo Pietro Rinella. La salma verrà esumata probabilmente nelle prossime 48 ore, il piccolo infatti è stato già sepolto dai genitori, che hanno presentato una lunga denuncia su quanto è accaduto il primo marzo scorso.
L’ampio ventaglio di professionisti, ben 31, che in questa fase sono stati individuati dal magistrato con l’ipotesi a carico di omicidio colposo in concorso, sarà destinato probabilmente a mutare nel corso dell’inchiesta quando saranno meglio accertate le eventuali responsabilità specifiche. Il discrimine sarà ovviamente rappresentato dalla consulenza che il pool di esperti nominati dal magistrato consegnerà dopo gli accertamenti tecnici. Non sarà certo facile individuare tutti i passaggi di una storia che, raccontano i genitori nella denuncia, è iniziata nel dicembre scorso e si è conclusa tragicamente a febbraio del 2007, dopo due interventi chirurgici su un bimbetto di sei mesi.
Le aree d’intervento del Policlinico interessate dall’inchiesta sono al momento il Pronto soccorso pediatrico, la Pediatria, la Chirurgia pediatrica, la Terapia intensiva neonatale, l’Unità di Ecografia. Sono stati inoltre “avvisati” due anestesisti, il pediatra di base che assisteva la famiglia del piccolo e il medico che lo sostituì per alcuni giorni ed ebbe rapporti coi genitori. Nella prima fase dell’inchiesta la Sezione di polizia giudiziaria della polizia ha eseguito il sequestro di una gran mole di atti al Policlinico, tra cartelle cliniche e registri di presenza che raccontano sul piano medico la vicenda.
Il piccolo Francesco è morto il 22 febbraio al Policlinico nel reparto di Terapia intensiva neonatale dopo due interventi chirurgici. I problemi erano iniziati a dicembre con la comparsa di febbre fino a 40 gradi e macchie cutanee rossastre sul viso. L’8 febbraio fu condotto dai genitori al pronto soccorso pediatrico. Qui, dopo la somministrazione di una soluzione reidratante, i medici lo rimandarono a casa. La situazione continuò a peggiorare e la notte successiva il piccolo venne ricoverato. Per una settimana furono controlli di routine fino a quando il 15 febbraio i medici decisero l’intervento chirurgico per correggere una “invaginazione”, cioè la penetrazione di un segmento intestinale in quello immediatamente successivo. Sopraggiunsero problemi respiratori, si scoprì che aveva due ernie e venne nuovamente operato. Il 20 febbraio si bloccò quasi del tutto la diuresi. Il 22 febbraio il cuore di Francesco cessò di battere.

Leave a Response