Furci, il sindaco Foti non ha più la maggioranza

FURCI SICULO – Maggioranza consiliare in crisi al Comune di Furci Siculo. E’ andata sotto nel corso della seduta consiliare di ieri sera su due argomenti inerenti altrettanti debiti fuori bilancio per un totale di 160mila euro. La votazione è finita 6 a 6 e pertanto i due punti sono stati bocciati. A votare favorevolmente sono stati i sei esponenti rimasti vicini alle posizioni del sindaco Sebastiano Foti: Bruno Di Bella, Alessandro Niosi, Agatino Riganello, Giuseppe Caminiti, Simone Panteoro e Giampietro Fazio. Contrari, invece, Francesco Crinò, Carmelo Pugliatti, Carmela Giuffrè, Enzo Crisafulli e i due consiglieri fuoriusciti dalla maggioranza Nino Barca e Pippo Settimo. Alla seduta erano assenti il capogruppo di minoranza Beniamino Lo Giudice e il consigliere di maggioranza Salvatore Giunta. Crinò e Barca hanno motivato il voto contrario evidenziando che “la documentazione inerente i debiti fuori bilancio portati in Consiglio non erano corredati da una completa documentazione e che le fatture erano state emesse con notevole ritardo”. L’esito della votazione ha irritato il sindaco Sebastiano Foti, il quale, secondo indiscrezioni, contava sull’appoggio dei consiglieri d’opposizione che fanno capo ad Alleanza Nazionale. Un appoggio che è venuto meno e che ha fatto cadere la maggioranza su una questione importante. Quanto registratosi in aula ha messo in evidenza le difficoltà cui è costretto ad andare incontro il primo cittadino per governare fino alle amministrative della primavera del 2008. Si parla di un’intesa tra il vicesindaco Mario Balletta, il sindaco Foti e Alleanza Nazionale che a Furci si identifica con il deputato nazionale Carmelo Briguglio. I fatti, tuttavia, dimostrano che probabilmente qualcosa si è inceppata. Bisognerà solo capire se si è trattato di un incidente di percorso o se in realtà Sebastiano Foti non può più contare su una maggioranza certa (anche se trasversale!) in Consiglio. Ed allora? Foti, invece di irritarsi, segua l’esempio di Romano Prodi: rimetta tutto in gioco, in segno di democrazia.

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