Fiumedinisi, rapina e scene da film ‘Arancia meccanica’

FIUMEDINISI – Scene di gratuita violenza da  film  ‘’Arancia meccanica’’ nella notte tra venerdì e ieri in un’abitazione di contrada ‘’Lumbolo’’,  una zona di campagna a monte del centro abitato. Ad essere sottoposti a inaudita aggressione due anziani coniugi, ostaggio di tre balordi con il volto coperto da passamontagna che dopo averli brutalmente aggrediti  li hanno rapinati di 7 mila euro, frutto di anni di privazioni e sacrifici. La donna, Rosa Gugliotta, 72 anni, ha rischiato di morire soffocata perché il ‘’branco’’ le ha stretto al collo una cintura per costringerla a rivelare il luogo in cui custodiva il ‘’tesoro’’,  il marito, Giuseppe Cannetti, 70 anni,  è stato invece colpito alla testa con un randello , rimanendo esanime per alcuni minuti. Tutto è iniziato poco dopo le 23 di venerdì. I due coniugi erano appena andati a letto quando, dopo qualche minuto, hanno sentito dei rumori provenire da una porta che dà su un balcone. L’uomo, nonostante abbia problemi di salute, si è alzato per controllare che tutto fosse a posto, ma nel momento in cui ha aperto l’uscio è stato aggredito e poi centrato alla testa con un randello. Ha perso i sensi, accasciandosi sul pavimento con il volto ridotto ad una maschera di sangue. Poi i tre delinquenti, dopo aver distrutto due telefoni cellulari appartenenti alle loro vittime per impedirgli di tentare di chiedere aiuto, hanno bruscamente tirato giù dal letto la Gugliotta e, minacciandola, le hanno chiesto i soldi. Per dimostrarle di essere pronti a tutto pur di ottenere quello che volevano le hanno messo un cappio alla gola, una cintura, che stringevano ogni qualvolta la Gugliotta non dava risposta. Alla fine, la povera donna, sull’orlo del soffocamento ha bisbigliato ai rapinatori dove aveva nascosto i 7 mila euro. Dopo aver racimolato il bottino, il gruppetto, ormai padrone della casa e con i coniugi Cannetti ridotti all’impotenza, hanno controllato tutte le stanze alla ricerca di altro denaro. E mentre  i tre erano intenti a frugare nei cassetti, marito e moglie,  hanno avuto la forza di raggiungere un’uscita secondaria per fuggire, terrorizzati, nelle campagne circostanti a piedi scalzi e con addosso il pigiama. Hanno trascorso l’intera notte abbracciati sotto gli alberi, in preda alla paura e al freddo. Ormai senza forze e sotto schoc, alla fine hanno trovato il coraggio di rientrare in casa. Erano le 6 del mattino. Dopo sette ore di angoscia, la terribile avventura che, forse, non riusciranno più a cancellare dalla mente, si era conclusa. Non sapevano come chiedere soccorso, poi si sono ricordati di avere un altro cellulare funzionante. Hanno così allertato i carabinieri e i familiari, molti dei quali abitano a Fiumedinisi. Marito e moglie sono stati trasportati all’ospedale Sirina di Taormina, dove all’uomo sono stati praticati numerosi punti di sutura alla testa, mentre la donna è stata sottoposta per precauzione ad alcuni accertamenti clinici. I carabinieri della locale caserma, al comando del maresciallo Giuseppe Cangemi hanno immediatamente iniziato indagini, un lavoro a 360 gradi che viene coordinato dal capitano Manuel Scarso, comandante della Compagnia Messina sud,  che  a quanto sembra, hanno già prodotto i primi risultati. Per cui non si esclude che nelle prossime ore il cerchio venga chiuso con l’identificazione dei tre malviventi che, tutto lascia pensare, siano del luogo. La comunità fiumedinisana, alla notizia della rapina dai risvolti drammatici, ha manifestato sdegno, e al contempo preoccupazione. E domani sera, domenica 25, alle 19.30, in segno di solidarietà nei confronti di Rosa Gugliotta e Giuseppe Cannetti, il sindaco, l’on. Cateno De Luca, ha organizzato una fiaccolata.

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