Messina, un calciatore 18enne l’assassino di Parisi

MESSINA – È il diciottenne Ottavio Oliverio, centrocampista della squadra di calcio juniores Spadaforese, l’assassino di Eugenio Parisi, 60 anni da compiere il prossimo 15 marzo, trovato cadavere la mattina di giovedì scorso in una campagna di Tremonti, ucciso con numerosi colpi di pietra al volto e al capo.
Il giovane, studente, di buona famiglia e con un passato al di sopra di ogni sospetto, al termine di un lungo interrogatorio finito solo alle prime luci dell’alba di ieri, ha reso una ampia ammissione ai carabinieri spiegando dettagliatamente anche le ragioni che lo avrebbero spinto a compiere il delitto.
Movente che la Procura ieri non ha però voluto divulgare, «perché l’indagine è ancora in corso», evidenziando solo che tutto è avvenuto per «un raptus improvviso».
Ma cosa spinge un bravo ragazzo, amante dello sport e con un promettente futuro da calciatore a trasformarsi in spietato omicida al termine di un incontro di calcio? Cosa scatta nella mente di un giovane che, dopo aver commesso il delitto, quasi come gesto di estrema pietà, e non solo nel tentativo di occultare il cadavere, copre con dei giornali il corpo della vittima e poi torna a casa come se non fosse accaduto nulla? A questi e ad altri interrogativi dovranno ora rispondere i militari dell’Arma il cui tempestivo intervento ha consentito il buon esito delle indagini e la soluzione di un “giallo” in meno di ventiquattro ore.
«Per chiarire gli ultimi aspetti della vicenda – è stato evidenziato dai carabinieri del Provinciale – bisognerà comunque attendere i risultati degli esami tecnici in corso di svolgimento da parte degli uomini del “Raggruppamento investigazioni scientifiche”». Quello che sembra certo è che ad essere esclusa sia stata l’ipotesi di una rapina, poi degenerata.

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