Castelmola, mozione di sfiducia al sindaco Biondo

CASTELMOLA – Mozione di sfiducia al sindaco Giuseppe Biondo. E’ stata sottoscritta oggi da 10 consiglieri su 12. Nel documento con il quale viene chiesta la decadenza di Biondo, i firmatari fanno rilevare, tra l’altro, che ha amministrato con risultati deludenti, dimostrando nel contempo incapacità e inaffidabilità gestionale. ‘’Da qualche tempo si assiste a continui rimpasti – si legge nel documento – effettuati dal sindaco che non hanno portato al raggiungimento dei risultati e degli obiettivi programmati e, comunque, non hanno sortito l’effetto di garantire una stabilità politica in consiglio comunale al sindaco che ormai ha già perso la maggioranza che ha contribuito ad eleggerlo; dopo tre anni di mandato il primo cittadino non è stato capace di affrontare e risolvere i gravi problemi della comunità; il sindaco non presenta ormai da tempo alcuna relazione al Consiglio sulla attività amministrativa violando, in tal modo, la specifica disposizione di legge che impone al primo cittadino di informare periodicamente il consiglio comunale sull’attività svolta: il Prg e la Stu dalla quale potevano scaturire reali possibilità di sviluppo per Castelmoma, è rimasto sostanzialmente lettera morta’’.
Nella mozione di sfiducia si fa riferimento alla ‘’nomina di esperti e consulenti scelti senza alcun criterio di merito’’ che hanno comportato al bilancio comunale ingenti spese. A Giuseppe Biondo viene poi ‘’rimproverato’’ l’’incomunicabilità tra sindaco, giunta e Consiglio sui programmi e scelte da intraprendere’’ La mozione è stata firmata da Giuseppe Alibrandi, Eugenio Cundari, Angelo D’Agostino, Fabio D’Allura, Nunzio D’Allura, Alfio Zizzolo, Massimiliano Pizzolo, Marzio Puglia, Cateno Raneri, Giorgio Valentino. Non hanno firmato Eleonara Cacopardo (maggioranza) e Massimo Turrisi (minoranza). Adesso la mozione dovrà essere votata in Consiglio e se approvata scatterà automaticamente la decadenza del sindaco e dello stesso Consiglio comunale. Dunque si andrà anticipatamente alle urne nella tornata della prossima primavera.

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