S. Teresa Riva, Lo Schiavo respira ancora

L’ammalato è ancora in vita, ma tutti lo piangono. Prematuro, azzardato. Perché? Fin quando c’è un respiro, seppur feblile, da un momento all’altro può sbocciare a nuova vita. Anche da morti (ovviamente, apparenti) è capitato che, all’improvviso, il ‘’caro estinto’’ si rimetta con la schiena dritta, tra lo stupore generale. Ciò per dire che lo ‘’sfiduciato’’ sindaco di S. Teresa di Riva, l’avv. Carlo Lo Schiavo, potrebbe avere in corpo sette spiriti, come i gatti. E conoscendo bene Lo Schiavo, siamo certi che fino all’ultimo respiro non abbandonerà il campo di battaglia, anche se attorno a lui sono spariti d’un colpo generali e soldati. Ciò, però, non significa che in questa fase deve alzare bandiera bianca. Lo farà –  se sarà costretto – il 27 gennaio quando le sue ex truppe, compatte, voteranno la sfiducia. Poi si vedrà. L’ammalato, dunque, è ancora in vita. Il che significa, in parole povere, che i suoi avversari  politici lo potrebbero vedere con la schiena dritta, magari grazie al gioco delle tre carte. Carlo Lo Schiavo adesso è ‘’cristallizzato’’ fino al 27 gennaio. Poi, sempreché lo schieramento dei dodici rimanga unito, dovrà rassegnarsi e cominciare a pensare al suo futuro politico. E nel frattempo, conclusa la prima fase del teatrino politico, a S. Teresa di Riva si è entrati in clima elettorale. Circolano i primi nomi, tra cui ci sarebbero dei professionisti, veri camaleonti pronti a cambiare pelle e colore nel volgere di un giorno. Per meglio farci capire sulla scena, in contrapposizione a Carlo Lo Schiavo, sono pronti tra le quinte tornacontisti, affaristi, gente, insomma che ha avuto solo vantaggi e benefici dalla politica. Ed ecco perché sono pronti a tutto, financo a calpestare chiunque si azzardi a contraddirli. Sarebbero capaci anche di mangiarsi i bambini. Sarebbe già stato formato una sorta di ‘’asse a tre’’ dal quale dovrebbe uscire, in caso di elezioni anticipate, il candidato sindaco. Vedremo cosa ci riserverà l’immediato futuro.

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