Messina, il commiato dell’arcivescovo Giovanni Marra

MESSINA – Migliaia di persone hanno invaso ieri pomeriggio le tre navate del Duomo di Messina per salutare l’arcevescovo, mons. Giovanni Marra, che si è congedato dalla comunità diocesana dopo averla guidata per quasi 10 anni. Ha preso per l’ultima volta la parola da quella cattedra, illuminato dal volto del Cristo benedicente e sotto lo sguardo della Madonna della Lettera ieri rivestita in via del tutto eccezionale dalla manta d’oro. Mons. Marra è giunto in piazza duomo qualche minuto prima delle 16, 30, orario previsto per l’inizio della celebrazione eucaristica. Ad attenderlo davanti alla porta centrantrale il parroco della cattedrale, padre Oteri.
Poi l’ingresso solenne accompagnato dal suono del maestoso organo. In prima fila le massime autorità cittadine: dal prefetto al questore ai vertici dell’Arma, della Guardia di Finanza del Corpo di polizia municipale, della Capitaneria di porto. Il sindaco, Francantonio Genovese e il presidente della Provincia Salvatore Leonardi. Ed ancora primi cittadini giunti da ogni parte della diocesi, rappresentanti delle confraternite e tanti, tantissimi fedeli. Il corteo processionale che ha preceduto la S. Messa ha visto sfilare lungo la navata centrale tutti i sacerdoti della diocesi. Tra loro anche quelli del nostro comprensorio: dai sacerdoti di S. Teresa (padre Mercurio, padre Romeo e padre Massimo Briguglio) a quello di Furci, don Salvatore Sinitò, di Forza d’Agrò, padre Gerry Currò a quello di Roccafiorita, padre Giuseppe D’Agostino, di Taormina Cesare Cafeo D’Angiò e quelli di tutti le altre parrocchie.
Il saluto a nome dell’intera comunità, a mons. Marra, l’ha rivolto il vescovo ausiliario, mons. Franco Montenegro, che ha esaltato le doti del presule che ha guidato la diocesi dal 21 giugno 97 a ieri, ricordandone le opere principalmente mirate a ridare dignità ai più deboli, agli emarginati. Uno sguardo costante sulle sacche di povertà che attanagliano da decenni la città. Momenti di grande commozione si sono vissuti durante l’omelia. Mons. Marra ha esordito ringraziando il vescovo ausiliare Montenegro, i sacerdoti e i diacono, le comunità religiose e gli operatori pastorali laici. Poi ha salutato con particolare affetto la comunità del seminario e i 25 seminiristi “che rappresentano – ha detto Marra – una belle eredità che lascio al mio successore. «Vi saluto, vi benedico, vi porto nel cuore» è stato il suo arrivederci.
Non un addio quindi quello di mons. Giovanni Marra che saluta la comunità della “sua” città dello Stretto, la stessa che lo ha amato in questi anni e dove l’arcivescovo emerito ha certamente lasciato un segno indelebile.
“Il distacco genera sempre sofferenza – ha affermato in conclusione Marra – ma noi dobbiamo essere forti e sereni, perché possiamo continuare a sentirci spiritualmente uniti attraverso l’amore comune a questa santa Chiesa di Messina”.
 Hanno fatto seguito lunghi e scroscianti applausi che Messina ha voluto rivolgere al suo caro arcivescovo, oggi richiamato nella capitale per ricoprire un prestigioso incarico in seno alla Conferenza episcopale.

 

Il sindaco di Messina Francantonio Genovese ha salutato a nome della città, mons. Marra,   a cui il 4 febbraio dello scorso anno fu conferita la cittadinanza onoraria di Messina.   “Eccellenza – ha esordito Genovese –  desidero porgerLe il saluto di una città che oggi si raccoglie in Cattedrale per esprimere tutta la Sua devozione.  Le siamo grati, Eccellenza, per essere stato a Messina, per quasi un decennio , durante uno dei periodi più difficili per questa città.
Al termine della funzione religiosa, la consegna di una targa da parte del presidente della Provincia regionale Salvatore Leonardi a mons. Marra “testimone di speranza”. C’è il tempo per gli ultimi ringraziamenti che l’arcivescovo ha riservato ai sindaci di Messina, Lipari e Roccalumera, Gianni Miasi (che era in cattedrale insieme ad altri colleghi dell’hinterland jonico) che gli hanno conferito la cittadinanza onoraria.  Poi un lungo applauso ed un caloroso abbraccio al pastore che lascia la diocesi. E il pensiero va gia al 13 gennaio quando si insedierà il nuovo arcivescovo mons. Calogero La Piana,   finora Vescovo di Mazara del Vallo.

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