S. Teresa, i Signori della politica facciano un regalo

S. TERESA DI RIVA – La realtà politico-amministrativa di S. Teresa di Riva, il più grosso centro tra Scaletta Zanclea e S. Alessio Siculo, rimane stagnante, mortificante. Non c’è via d’uscita, con un sindaco che può contare su due soli consiglieri, con una Giunta ‘’ballerina’’ dove si esce e si entra, in un balletto di assessori che ovviamente lascia perplessi per la facilità con cui vengono nominati di volta in volta, a seconda di logiche finalizzate ad accontentare questo o quell’altro. Il tutto con la speranza di portare acqua al proprio mulino per recuperare adepti e infoltire lo schieramento – chiamamolo pure così – e consentire a Lo Schiavo di tirare avanti alla meno peggio. A poco più di un anno e mezzo dalle elezioni si assiste a manovre che offendono l’intelligenza della gente, di quella gente lontana dal Palazzo ma che ha contribuito a dare il suo contributo alla scalata al potere di Carlo Lo Schiavo e compagni. Quella gente che adesso è disorientata nell’assistere a questo balletto vertiginoso dove la politica è stata mortificata, messa da parte per privilegiare meccanismi infernali. Insomma, a S. Teresa di Riva, secondo una nostra modesta opinione, si è arrivati al capolinea perché non ci sono più spazi per uscire da una crisi iniziata, forse, il giorno dopo le elezioni. Dunque i protagonisti della scena bene farebbero a farsi un rapido esame di coscienza – non politico – ma di etica comportamentale perché, probabilmente, avranno dimenticato che sono lì per il ‘’bene del paese’’ . Fino ad oggi non ci sono riusciti lasciando così la città senza futuro. Ed allora è giunto il momento di ammettere il fallimento e alzare la testa per guardarsi negli occhi e senza profferire parola prendere responsabilmente la decisione di lasciare il Palazzo. Sarebbe un atto d’amore verso la città. Un regalo per Natale a tutti i santateresini. Lo facciano questo regalo i Signori della politica.

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