Taormina, si vuole tornare a parlare di casinò

TAORMINA – Il Comune di Taormina vuole tornare a parlare di casinò. Vuole, in primo luogo, conoscere il perché in Italia si può giocare a San Remo, Venezia, Campione e Saint Vincent e non a Taormina. Per riportare i riflettori su una questione che si trascina da  41 anni (da quando è stato chiuso su disposizione della Magistratura la casa da gioco di villa Mon Repos a Taormina) l’amministrazione comunale ha programmato due appuntamenti fissati, in maniera ancora non ufficiale, per il prossimo mese di gennaio. Ne hanno dato notizia il sindaco, Carmelantonio D’Agostino, ed il vice sindaco, Eligio Giardina. Motivo dei due convegni è anche quello di fare il punto sui 10 ddl che, negli ultimi mesi, sono stati presenti ai due rami del Parlamento. “Uno –dice il sindaco- è stato predisposto dall’ANCI (Associazione Comuni d’Italia) e che sta seguendo alla 10a Commissione della Camera; un’altra è stata, invece, predisposta dal senatore Nino Strano (consulente del sindaco per la Cultura) e che è stata depositata al Senato”.
Con l’ANCI, il Comune di Taormina sta valutando la possibilità di organizzare un convegno per discutere sulla possibilità legale di autorizzare altre località turistiche italiane ad aprire altre case da gioco. “In questo senso –dice il sindaco- Taormina è da considerare, per aver già avuto un casinò, perfettamente legittimata e, quindi,  avere riconosciuto un diritto che sinora gli è stato negato. Fine del dibattito, al quale saranno invitati anche magistrati ed esperti, è quello di fare il punto sulle responsabilità penali l le case da gioco”.
Sempre a gennaio, sarà organizzato un altro convegno, oppure una tavola rotonda, per parlare specificatamente di casinò a Taormina. “Stiamo seguendo –dice Giardina- una strada che c’è stata indicata dall’onorevole Maurizio Ballistreri. E’ quella di coinvolgere il presidente della 10°. Commissione parlamentare, onorevole Daniele Capezzone. Cercheremo di avere a Taormina i due parlamentari ed altri rappresentanti politici nazionali e regionali con i quali affrontare il problema”.

Leave a Response