Messina, sequestrati dalla Gdf 20mila giocattoli cinesi

MESSINA – Maxi-sequestro di circa 20.000 giocattoli provenienti dalla Cina con marchio contraffatto e due denunce.   Questo il risultato di un’operazione degli uomini della Compagnia di Messina della Guardia di Finanza  nell’ambito del controllo del territorio. Da  una accurata ispezione del carico dimostrava immediatamente che si trattava di giocattoli destinati ad essere immessi sul mercato nazionale. Il totale del carico sequestrato dai finanzieri della compagnia di Messina ammonta a circa 20.000 pezzi, che tra l’altro presentavano vernici di scarsa qualità, tossiche e parti in plastica facilmente asportabili che possono essere accidentalmente ingoiate dai più piccoli. I giocattoli erano privi della certificazione comunitaria che deve essere rilasciata dal ministero delle attivita’ produttive e che permette alla merce di circolare liberamente sul territorio europeo. Il marchio, che deve essere apposto direttamente dal produttore o dall’importatore, indica che la merce e’ stata fabbricata nel pieno rispetto delle norme armonizzate imposte dalla comunita’ europea. Senza questo contrassegno il materiale, e nello specifico i giocattoli, diventa ad alto rischio per chi lo utilizza e soprattutto per i bambini.  E’ da rimarcare come il materiale sottoposto a sequestro costituisca un serio pericolo per la salute dei bambini. In tal senso occorre una presa di coscienza collettiva che faccia comprendere come ad un prezzo decisamente conveniente che può allettare gli acquirenti non corrisponde tuttavia quella qualità che appare necessaria per la tutela degli utenti più piccoli. I due responsabili, identificati originari della repubblica popolare cinese, di anni 34 e 20 anni circa, sono stati deferiti alla competente autorità giudiziaria. Le indagini della Guardia di finanza proseguono per individuare eventuali altri soggetti coinvolti nell’illecito traffico ed i canali di distribuzione dei prodotti contraffatti e pericolosi nell’ambito del territorio della provincia. Il controllo ha consentito di appurare che tutti i giocattoli erano destinati ad una società di Barcellona Pozzo di Gotto riconducibile ad operatori di etnia cinese che già in passato è stata, da parte della Guardia di finanza di Messina, oggetto di ingenti sequestri di giocattoli non rispondenti alla normativa “ce”.

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