Tangenti e appalti autostrada Me-Ct, prescrizione reati

MESSINA – Finisce con un “nulla di fatto” giudiziario il processo sulle tangenti per gli appalti del Consorzio autostradale A18 Messina-Catania, ereditato dai tempi di Tangentopoli e della Prima Repubblica e durato quasi un decennio. Ieri mattina i giudici della seconda sezione penale del Tribunale di Messina presieduta da Bruno Finocchiaro hanno dichiarato infatti la prescrizione di tutti i reati contestati nei confronti di tutti gli imputati del procedimento, così come avevano già chiesto i rappresentanti del collegio di difesa nel corso delle udienze precedenti.
Capitolo chiuso quindi, con l’applicazione della legge “ex Cirielli” alla luce dei recenti pronunciamenti dei giudici costituzionali sulla sua corretta applicazione, sulle “mazzette” che secondo l’accusa vennero pagate nell’arco di un decennio, dal 1982 all’aprile 1993.
È la fine di un processo che iniziò nel 2000 e vedeva implicati l’ex presidente del Consorzio Carmelo Jaria, i componenti del consiglio direttivo del Consorzio (che si sono succeduti nel decennio) Gaetano Mirabella, Vincenzo Raineri, Gesualdo Tramontana, Aurelio Turiano (l’ex sindaco di Taormina, deceduto), Sebastiano Caltabiano, Antonino Romano, Salvatore Corso e Francesco Garigali; e inoltre l’imprenditore Domenico Incarbone, titolare dell’impresa “Ialp Sirmo srl” di Catania (è deceduto).

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