Forza d’Agrò, chiesta la decadenza del sindaco Miliadò

FORZA D’AGRO’ – I cinque consiglieri di minoranza al Comune di Forza d’Agrò hanno chiesto la decadenza del sindaco Bruno Miliadò, eletto nell’ultima tornata elettorale del scorso 12 giugno.. La minoranza, infatti, ritiene che il primo cittadino non era eleggibile per aver riportato una condanna definitiva per falso in atto pubblico. Il ricorso, primo firmatario Carmelo Lombardo, è stato inoltrato alla presidenza della Regione, al Prefetto, all’assessorato agli Enti locali, alla Corte d’appello, al segretario comunale e allo stesso sindaco Miliadò.
Ma andiamo ai fatti. Il sindaco Bruno Miliadò, sarebbe ineleggibile per aver riportato, comne detto, una condanna penale ad un anno di reclusione (pena sospesa e concessione delle attenuanti) per falso in atto pubblico. Si tratta di una sentenza del  Tribunale di Taormina del marzo 2004, confermata dalla Corte d’Appello nel febbraio 2005 e poi dalla Cassazione nel marzo scorso, appena qualche giorno prima della prescrizione ed alcuni mesi prima dell’elezione. Si tratta di una vicenda che risale al 1991, quando Miliadò (all’epoca della sindacatura di Giuseppe Guarnera,  da dipendente del Comune forzese, avrebbe attestato l’autentica di una firma ad un allevatore  che chiedeva contributi alla comunità europea. Secondo i giudici quella firma non sarebbe autentica. E ciò venne stabilito in seguito ad una perizia del 2000. Secondo la minoranza questa condanna porrebbe Miliadò in una situazione di incandidabilità per via di una norma che prevede la decadenza per gli amministratori “condannati con sentenza definitiva alla pena della reclusione superiore a sei mesi per delitti commessi con abuso dei poteri o con violazione dei doveri inerenti ad una pubblica funzione”.

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