Taormina. Omicidio Muscolino, testimone ucciso

TAORMINA – L’hanno ammazzato per vendetta? La mano della mafia slava ha “punito” un testimone? È questo il clamoroso interrogativo sulla sorte di Nenad Pantic, 29 anni, uno dei nomadi arrestati all’indomani della rapina di contrada Chianchitta a Taormina, in cui morì l’imprenditore Pancrazio Muscolino. È Nenad Pantic infatti l’uomo trovato morto il 12 maggio scorso sulla spiaggia di Maregrosso. Non si tratta di un barbone come si era pensato in un primo momento. Il colpo di scena si è materializzato ieri mattina quando sulla scrivania del sostituto procuratore di Messina Vincenzo Cefalo sono arrivati gli accertamenti investigativi sul cadavere trovato a Maregrosso nel maggio scorso. Le impronte digitali parlano chiaro: il cadavere ha adesso un’identità, ed è quella di Nenad Pantic.
Lo slavo è stato il teste-chiave dell’inchiesta sulla rapina mortale di Taormina: con le sue dichiarazioni ha consentito proprio al pm Cefalo, che ha condotto l’inchiesta sul caso, di identificare tutti i componenti del commando armato che partì dal campo nomadi di contrada Gasena, ad Agrigento, l’11 settembre del 2005, e nottetempo fece irruzione nella villa dell’imprenditore. Ci fu un conflitto a fuoco e Pancrazio Muscolino fu ferito a morte. Quel cadavere trovato a maggio è stato già seppellito. Adesso con molta probabilità il pm Cefalo ne chiederà l’esumazione per eseguire esami più approfonditi.

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