Povertà estreme, seminario a Giardini Naxos

GIARDINI NAXOS – Si sono svolti nei giorni scorsi i seminari organizzati dall’associazione Penelope, con il contributo e il sostegno del Centro servizi per il volontariato di Messina, presso il centro “La Cura” di Giardini Naxos sul tema delle povertà  estreme. I seminari sono stati occasione per rendere pubblici i risultati del rapporto 2005 sulla povertà in Italia elaborato dalla Commissione di indagine sull’esclusione sociale istituita presso il Ministero della Solidarietà sociale. Il rapporto definisce le soglie di capacità di spesa   sotto  le quali le famiglie vengono considerate in situazione di povertà. Tali soglie sono state individuate in  551,99 euro mensili per nuclei familiari costituiti da 1 sola persona;  919,98 euro mensili per nuclei familiari di 2 persone;  1.223,57 euro mensili per nuclei di 3 persone;  1.499,57 euro per nuclei familiari di 4 persone; 1.747,96 euro per nuclei familiari di 5 persone;  1.987,16 euro per nuclei familiari di 6 persone;  2.207,95 euro per nuclei familiari di 7 o più persone. In  riferimento a queste soglie risulta che il 25% delle famiglie a Sud si trova  sotto  la soglia di povertà e che, in Sicilia in particolare, l’intensità della povertà è del 25%. Il che significa che 1 famiglia su 4 in Sicilia vive  sotto la soglia della povertà e che, fra queste famiglie, 1 su 4 vive in condizione di estrema povertà.
L’esperienza di base portata avanti dall’associazione Penelope sul territorio del distretto di Taormina, mostra  la realtà di questi dati e denuncia – sostengono i responsabili dell’associazione – l’ipocrisia delle istituzioni che di fronte a questa emergenza sociale che coinvolge gran parte della popolazione residente e fra questi i soggetti più vulnerabili, minori, donne, diversamenti abili, anziani… non trova di meglio da fare che erogare contributi economici o istituzionalizzare tali soggetti, smembrando i nuclei familiari invece di aiutarli ad aiutarsi da sé. Dall’analisi dell’esperienza maturata dall’associazione sul territorio, appare chiaro che un modo dignitoso di aiutare le famiglie e i singoli in situazione di povertà, è quello di evitare l’elemosina, magari mascherata da nomi come banco alimentare o mensa per poveri, e al contrario creare le condizioni, attraverso la mediazione con il mondo produttivo, per un affrancamento dalla situazione di povertà e per una propria autonomia sociale e personale. Con il sopraggiungere dell’inverno, l’associazione Penelope ha lanciato un appello a quanti vogliono concretamente dare un aiuto al centro “La Cura” che in atto è l’unica struttura per l’emergenza sociale sul territorio aperta 365 giorni l’anno e 24 ore su 24, e far sì che il proprio aiuto non sia solo un’elemosina.

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