Messina e Siracusa capitali siciliane dell’usura

Le vittime degli usurai in Italia sono 150mila, il 16% degli attivi, per un giro d’affari di circa 12 miliardi di euro. Un libro fa il punto sulla situazione: ”L’usura, le usure. Tempi, modi e luoghi di un fenomeno antico e moderno”, di Lino Busà e Bianca La Rocca, presentato nella sede della Confesercenti a Roma. Ogni anno 40mila tra piccole imprese e attivita’ artigianali falliscono a causa dell’usura. Nuove ”capitali” sono Pescara, Siracusa,
Messina, Catanzaro, Vibo Valentia.
 Il quadro che emerge dal libro è piuttosto preoccupante: “L’usura – scrivono gli autori – rimane un elemento corruttivo della crescita economica del paese. Abbandonati i clamori della cronaca, convive silenziosamente accanto a un’economia sana, assumendo aspetti sempre più organizzati e strutturati e continuando a sottrarre benessere all’economia e alla società”.
“È un fenomeno che continua, inesorabile, a svilupparsi sottotraccia, contro cui serve un contrasto molto deciso” ammette Marco Venturi, sottolineando che compito delle istituzioni è quello di “rimuovere resistenze e difficoltà” del sistema per dare nuovamente fiducia alle vittime. Uno dei nodi principali è quello delle banche. Lo riassume Tano Grasso, senza giri di parole: “molto spesso l’usuraio è il miglior cliente delle banche e chi lo conosce meglio sono proprio i direttori degli istituti di credito. Quello che fino ad oggi è mancato, perchè il fenomeno è cresciuto e la gente ha perso la speranza, è che la politica non è riuscita a coinvolgere in questa battaglia proprio le banche”.

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