Furci. Ultimata (dopo oltre 30 anni) l’Oasi S. Antonio

FURCI SICULO – Nel tg 90 del 17 ottobre il servizio con le interviste e le immagini in anteprima dell’interno della casa di riposo. L’Oasi S. Antonio, l’imponente casa di riposo per anziani che sorge a monte del centro abitato di Furci Siculo, vedrà la luce entro il prossimo dicembre, quando la ditta “Caminiti” consegnerà l’edificio all’Associazione, legata all’importante opera, della quale è presidente il parroco pro tempore, padre Salvatore Sinitò. I lavori all’interno sono stati già ultimati, mancano solo le rifiniture nel giardino d’ingresso e l’impianto di illuminazione esterna. Una volta consegnata l’opera sarà possibile avviare l’iter per le autorizzazioni necessarie al fine di ospitare, entro il 2008, gli anziani che ne faranno richiesta. Fino ad oggi sono stati spesi quasi due milioni di euro. Parte di questa somma, 800mila euro, è stata donata dalla Curia arcivescovile di Messina. La Regione ha erogato un finanziamento di 870mila euro, ma parte di questa cifra, 270mila euro, deve essere ancora consegnata. Il resto è il frutto delle offerte dei fedeli, che si erano arenate nel 1997, dopo la morte di padre Francesco Donsì, che ideò l’imponente opera alla fine degli anni 60. La realizzazione dello stabile si era impantanata in una serie di pastoie burocratiche. Il vecchio parroco lasciò all’Oasi, su un libretto bancario, 800milioni di vecchie lire e metà della casa in cui abitava (l’altra mezza era di proprietà della sorella Concettina), che sorge lungo la centralissima Via 4 Novembre. Seguì un periodo transitorio che ha visto alla guida dell’Associazione Pro Oasi S. Antonio padre Giuseppe La Speme, parroco di Fiumedinisi. Negli ultimi mesi la svolta e l’accelerazione che ha portato praticamente all’ultimazione dell’opera, coincisa con il contributo di 800mila euro della curia e la nomina alla presidenza dell’Associazione Pro Oasi S. Antonio del parroco di Furci Siculo, padre Salvatore Sinitò, che si sta facendo carico con i suoi parrocchiani del debito di circa 300mila euro, necessario per rendere funzionale la Casa di Riposo. Padre Sinitò si è già attivato per una raccolta straordinaria che ha preso il via proprio questa settimana e che sta coinvolgendo sia i fedeli che frequentano la parrocchia quanto i laici e le forze produttive del paese, con in testa i negozianti, nei cui esercizi sono stati posti dei salvadanai in cui chiunque può lasciare gli spiccioli del resto dell’acquisto per contribuire alla copertura del debito di 300mila euro. Padre Salvatore Sinitò si dice ottimista e confida anche nelle preghiere oltre che nell’aiuto economico. E non vede l’ora di poter consegnare alla comunità furcese quell’opera che fu il principale scopo di vita del suo predecessore, la cui prima pietra fu bendetta dallo scomparso papa Giovanni Paolo secondo a Roma, in sala Nervi, nel corso di una udienza speciale con i fedeli di Furci Siculo che omaggiarono il Santo padre con pignolata, limoni ed altri prodotti tipici locali. Quella pietra fu posta, laddove ora sorge la casa di riposo, dall’ allora arcivescovo di Messina mons. Ignazio Cannavò. Ma da allora la strada da percorrere fu più insidiosa del previsto ed i costi del progetto iniziale (2 miliardi e 120 milioni di vecchie lire) lievitarono notevolmente. Ma tutto ciò, adesso, sembra acqua passata. Il geometra della ditta “Caminiti” che ha eseguito i lavori, Natale Stima, ci ha mostrato con orgoglio, in anteprima, gli interni completati, tutti mini appartamenti e monolocali confortevoli, con cucina in camera, dove gli anziani potranno trascorrere serenamente gli anni della terza età. Inoltre potranno contare su una mensa ed una ampia cucina comune dove sarà impiegato personale specializzato. E non solo. Oltre all’assistenza infiermeristica costante, avranno a disposizione il parrucchiere e la sala per lo svago, il bar ed una sala convegni. Ed il verde attorno alla struttura dove fare lunghe passeggiate.

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