Alì Terme. Svincolo A18, D’Arrigo scrive all’on. Meduri

ALI’ TERME – Si torna a parlare dello svincolo autostradale sulla Messina-Catania, che dovrebbe essere realizzato sulla sponda destra del fiume Nisi, tra Alì Terme e Nizza di Sicilia. Un’opera che, stando alle più ottimistiche previsioni, doveva già essere fruibile. I motivi del ritardo accumulato per l’inizio dei lavori si li pone adesso Giacomo D’Arrigo, capogruppo de ‘’In Rete’’ nell’Unione dei Comuni Valli ioniche e dei Peloritani. E così ha preso carta e penna e ha inviato una nota al sottosegretario di Stato alle Infrastrutture, Luigi Meduri. e per conoscenza al presidente di turno della Giunta dell’Unione Onofrio Santoro, sindaco di Casalvecchio Siculo, e al dott. Giuseppe Di Tommaso, presidente del consiglio dell’Unione. ‘’Facendo seguito ad alcuni colloqui verbali già tra noi intercorsi – scrive D’Arrigo al sottosegretario – le chiedo di avere notizie in merito allo stato dell’iter di realizzazione dello svincolo autostradale sulla A18. Il progetto in questione, oltre all’impegno del Consorzio per le autostrade siciliane ha già ottenuto i pareri del comune di Alì Terme, del Genio civile, della Soprintendenza ai Beni culturali e ambientali e dell’ispettorato dipartimento delle Foreste di Messina. Faccio presente – rileva D’Arrigo – che l’opera è attesa dalla popolazione dell’intero comprensorio ionico messinese già da diversi anni e che la sua realizzazione avrebbe notevole importanza ed impatto sul sistema dei trasporti della zona e per lo sviluppo dell’economia. Da segnalare, infatti, che i comuni di Nizza di Sicilia e Fiumedinisi hanno già predisposto nei piani regolatori le rispettive zone artigianali e commerciali, mentre Alì Terme è sede di due stabilimenti di cure termali’’ e che un terzo sta per essere costruito. Poi D’Arrigo ricorda al sottosegretario Meduri che ‘’lo svincolo autostradale di Alì terme è tra le opere ritenute prioritarie dall’Unione dei comuni Valli ioniche e dei Peloritani, che comprende 18 comuni con una popolazione complessiva di circa 40 mila abitanti, una realtà tra le principali d’Italia e la più grande della Sicilia’’. Fin qui il dire di Giacomo D’Arrigo, che dimostra di avere a cuore le sorti del territorio. Altrettanto, però, non si può dire di quella classe politica messinese, regionale e nazionale, che non ha inteso sposare una causa di grande rilievo sociale. Possibile, ci si chiede, che si siano dimenticati dei paesi della ionica che negli appuntamenti elettorali sono serbatoio di voti dove attingono a piene mani? Un interrogativo che meriterebbe risposta secca, senza quindi utilizzare il politichese e avventurarsi nel ginepraio tecnico-burocratico.

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