Alì Terme, convegno sul termalismo nella riviera ionica

ALI’  TERME – Domani pomeriggio nella sala conferenza del circolo di cultura ” Micio Garufi”, in piazza Nino Prestia, si svolgerà il convegno-dibattito, “Area delle terme nella riviera ionica messinese – illusione o concreta opportunità di sviluppo?”. All’importante appuntamento, organizzato  del coordinatore del Circolo “Impegno” de La Margherita di Alì Terme. l’arch. Giovanni Garufi, hanno assicurato la loro presenza Francantonio Genovese, Lorenzo Grasso, Giovanbattista Di Blasi, Mario Briguglio, Antonino Crisafulli, rispettivamente sindaci di Messina, Alì Terme, Alì, Scaletta Zanclea, Itala, Lino Monea presidente dell’assemblea della Provincia  regionale, Antonino Festa assessore provinciale al Turismo, e i deputati regionali, Cateno De Luca, Giuseppe Laccoto e Franco Rinaldi, Antonio Villari, docente facoltà di Farmacia dell’Università di Messina, Carmelo Catena, specialista in ortopedia e idroterapia, l’imprenditrice Graziella Berlinghieri, Mario Marino delle omonime Terme, il prof. Mario Bolognari e Sebastiano Brunetto. Sull’importante appuntamento abbiamo ricevuto una lunga e articolata nota dell ‘arch. Giovanni Garufi, che pubblichiamo integralmente:  ”Non è e non vuole essere una convention di Partito – sostiene Garufi –  ma un momento di approfondimento e riflessione su una delle maggiori potenzialità che il territorio della fascia ionica possiede: le acque termali. Ho indicato la fascia ionica e non il solo comune di Alì Terme in quanto le acque termali costituiscono una risorsa non solo per Alì Terme, ma anche i comuni limitrofi di Alì, Scaletta Zanclea, Itala, Fiumedinisi e Nizza di Sicilia; e solo in sinergia con essi si potrà trasformare l’utopia in realtà, l’illusione in concreta opportunità di sviluppo. Si tratterà il termalismo sotto tre aspetti principali; il primo a livello tecnico scientifico, con i primi due relatori, il dott. Villari e il dott. Catena, che tratteranno, il primo, la qualità delle acque, il secondo, le sue applicazioni terapeutiche. A seguire si tratterà l’aspetto imprenditoriale, con gli interventi della dott.ssa Berlinghieri e dell’arch. Marino. Infine il prof. Bolognari tratterà l’argomento sotto il profilo normativo e legislativo e le opportunità che la attuali norme offrono. Dopo di chè la parola spetterà agli Amministratori locali e provinciali e ai deputati regionali, che sono chiamati ad attuare quanto previsto dalle norme e leggi vigenti e porre in essere tutte quelle iniziative di carattere politico ed amministrativo al fine di creare concrete opportunità di sviluppo, tanto auspicate ma mai veramente perseguite ed attuate. Il convegno quindi ha lo scopo di valutare le possibilità che la normativa regionale e nazionale dà agli amministratori locali ed agli imprenditori di valorizzare un territorio sotto il profilo turistico e questo territorio in particolare sotto l’aspetto termale. In altre parti della Sicilia, mi riferisco in particolare a Terme Vigliatore e Sciacca, si stanno attuando importanti interventi turistici-termali, con la costruzione di nuovi alberghi e nuovi stabilimenti termali. A Chianciano Terme si è da poco inaugurato il nuovo stabilimento delle Terme Sensoriali che sanciscono la nuova frontiera del termalismo inteso non più solo come terapia di patologie varie ma inteso anche come cura del corpo e della persona, ricerca ed offerta di benessere fisico e psichico. E Ad Alì Terme cosa si sta facendo? Ad Alì Terme si è scoperta da poco una nuova sorgente di acque sulfuree, confermando la convinzione che il territorio galleggia sopra quella che potrebbe diventare la principale fonte di ricchezza per tutti e si sta costruendo un nuovo piccolo albergo con annesso stabilimento termale. Ma Alì Terme e i comuni limitrofi, che naturalmente costituiscono l’Area delle Terme, nonostante le potenzialità di cui dispongono, non si possono considerare centri turistici. La disponibilità di posti letto è risibile, le attività economiche direttamente o indirettamente collegate al turismo sopravvivono solo nel breve periodo a cavallo di ferragosto; le infrastrutture funzionali al turismo non sono adeguate o addirittura non esistono; la viabilità è disastrosa. Occorre quindi un comune sforzo fra i vari soggetti interessati, prima di tutto fra le amministrazioni comunali., per ricercare e trovare una comune strategia di sviluppo dell’area fondata sul turismo e sul termalismo, predisponendo quindi il coordinamento dei P.R.G. ormai nella fase di revisione, individuando opere ed azioni per la valorizzazione delle aree termali e turistiche, per il ripristino e la valorizzazione ambientale e urbana, per il recupero del patrimonio storico e architettonico, per il potenziamento delle attività ricettive alberghiere, di ricettività diffusa e delle attività di supporto (ristoranti, pizzerie, pubs, negozi di artigianato locale, ecc.). Ma il potenziamento, o nel nostro caso, la creazione di nuovi insediamenti turistico-ricettivi non può essere lasciato alle naturali dinamiche di mercato, in quanto la speculazione edilizia è sempre dietro l’angolo ed è più facile e immediatamente remunerativo per i privati e le imprese di costruzione realizzare case piuttosto che alberghi. Purtroppo molto danno è stato causato dalle spinte speculative. Le zone più pregiate dei comuni della fascia ionica, i lungomare, sono state saturate da monolocali e  miniappartamenti ma non è stato realizzato nessun albergo. Certamente i proprietari dei terreni ed i costruttori hanno avuto il loro lauto guadagno, ma quale attività economica certa e duratura ha innescato la costruzione di migliaia di appartamenti? Quale beneficio hanno i cittadini dall’invasione estiva, limitata al periodo 20 luglio – 20 agosto, di migliaia di proprietari di queste seconde case? Occorrono quindi, a mio avviso, azioni di incentivazione, sia a livello urbanistico che a livello fiscale, a favore di quei privati che intendono realizzare, ampliare, ammodernare ecc. gli impianti alberghieri e le attività commerciali connesse. Occorre che le Amministrazioni Comunali, di concerto con gli altri Enti interessati, trovino le necessarie risorse finanziarie per valorizzare i propri territori al fine di incentivare ulteriormente gli investimenti dei privati; occorre che il sistema trasportistico dell’area sia adeguato e moderno, richiedendo con forza, prima di tutto, la costruzione del nuovo tracciato ferroviario. Occorre che l’Amministrazione Regionale, considerato che le acque termali vengono date in concessione esclusiva pluriennale a privati, si faccia carico di emanare norme per gli standard di qualità dei servizi che i privati debbono erogare, così come è stato fatto per gli alberghi, per gli ospedali, per le case di cura, per gli ambulatori ecc. e che ponga mano per approvare in tempi brevi una organica legge sul termalismo. Ma quali sono le norme di legge che interessano il settore turistico ed in particolare il termalismo? La legge 323 del 24/10/2000 “Riordino del settore Termale” ha la finalità di promuovere la tutela e la valorizzazione del patrimonio idrotermale anche ai fini dello sviluppo turistico dei territori termali; Le regioni, entro 120 giorni, devono definire, con gli enti interessati, gli strumenti di valorizzazione, di tutela e di salvaguardia urbanistico ambientale dei territori termali. Il primo atto formale che la Regione Sicilia ha emanato in applicazione della L. 323/2000  in materia di termalismo è la delibera di Giunta n. 199 del 30 aprile 2001 – Fondi strutturali 2000/2006 –Completamento di programmazione – Progettazione Territoriale Integrata : P.I.R. Terme. In questa delibera si prevedeva fra l’altro “la realizzazione di interventi integrati tesi a promuovere, con idonei provvedimenti di incentivazione e sostegno, la qualificazione del patrimonio idrotermale anche per ciò che concerne gli aspetti ricettivi e turistici, nonché la valorizzazione delle risorse naturali e storico-artistiche dei territori limitrofi alle zone termali”. Nella delibera si prevedeva, oltre gli interventi operativi, la costituzione di una Autorità di coordinamento per la realizzazione del progetto composta dai dirigenti regionali degli assessorati competenti. Ma questa delibera di giunta e il P.I.R.  Terme non ha avuto ulteriore seguito. Successivamente è stata pubblicata la legge Regionale 10/2005 “Norme per lo sviluppo turistico della Sicilia” nella quale però non si accenna minimamente al settore termale, quasi come se questo settore fosse talmente ininfluente da non dovere essere menzionato. La legge prevede la creazione di distretti turistici, promossi da enti pubblici, territoriali e/o soggetti privati. Sembrerebbe però che il distretto turistico sia più rivolto a realtà turistiche consolidate piuttosto che alla valorizzazione e sviluppo di nuovi territori fra cui anche la riviera ionica che certamente, nonostante le enormi potenzialità è quasi totalmente priva di strutture turistico ricettive. Serve quindi una rilettura delle norme esistenti e, a mio modesto avviso – conclude l’arch. Garufi –  la forte richiesta, da parte di tutti i soggetti interessati, all’attuazione della delibera di giunta regionale del 2001 PIR Terme”. Il Coordinatore del Circolo “Impegno” de La Margherita di Alì Terme arch. Giovanni Garufi

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