Cuffaro: “50 mln di euro e legge speciale per Messina”

MESSINA – Una legge speciale per la Zona falcata, un primo stanziamento di 50 milioni di euro da prevedere nel Por Sicilia, il rimpinguamento dei fondi destinati al recupero della Real Cittadella, un appalto-concorso per accelerare i tempi di realizzazione degli interventi di smantellamento dell’inceneritore di San Raineri. Il governatore ha assunto impegni precisi e la città adesso attende di vederne i frutti. La visita di Totò Cuffaro a Messina ha ricordato, con le dovute differenze, quella che un altro presidente della Regione siciliana, Rino Nicolosi, effettuò alla fine degli anni Ottanta tra le baracche di Giostra. Da lì prese le mosse l’iter parlamentare che portò alla legge speciale sul risanamento delle aree degradate e al finanziamento di 500 miliardi di vecchie lire per gli sbaraccamenti e le ricostruzioni. Oggi la sfida è ancora più ambiziosa, perché non si tratta solo di vincere la guerra contro il degrado, ma anche di ridisegnare il modello di sviluppo urbano di Messina, restituendole il ruolo di capitale mediterranea, che la storia e il futuro le assegnano per naturale vocazione. Intanto,dopo la visita che ieri il Presidente della Regione ha effettuato negli insediamenti della zona Falcata, il sindaco di Messina, Francantonio Genovese e l’assessore alle politiche finanziarie, Mario Centorrino, del comitato tecnico operativo per l’organizzazione della Cec 2006, Conferenza Economica Cittadina, hanno evidenziato che “le impegnative dichiarazioni del Governatore sui finanziamenti per il risanamento della zona Falcata e la realizzazione di alcuni progetti mirati a valorizzarne nuovi e antichi beni culturali, dà positivo riscontro ad una forte strategia di sensibilizzazione messa in atto in questi ultimi mesi dalla Gazzetta del Sud. Strategia che, esempio di cooperazione virtuosa tra stampa ed amministrazioni nell’interesse della città, si è accompagnata ad una serie di sforzi da parte del Comune e dell’Autorità Portuale, nei rispettivi ambiti di competenza, per recuperare alla fruizione dei messinesi un’area di particolare significato, vista la sua bellezza paesaggistica e la tradizione storica che conserva, finora poco utilizzata e, nella gran parte, addirittura “negata”. Cooperazione virtuosa dunque tra stampa ed amministrazioni e incoraggianti sinergie tra amministrazioni stesse con un futuro ruolo importante per un altro soggetto di sviluppo del territorio come l’Università. Cui devono accompagnarsi cooperazione e sinergie tra rappresentanze politiche oltre che tra amministrazioni e governo nazionale. E’ opportuno però che la rinascita della Zona Falcata si inquadri in un più ampio modello di crescita. E nella prossima Conferenza Economica Cittadina si proverà appunto a disegnarlo. Con uno sguardo rivolto alle idee-forza che devono guidare la coesistenza (possibile) nella zona Falcata della cantieristica, dell’attività museale, del “loisir” in ambiente protetto. Oltre che sull’inserimento della zona Falcata in una ambiziosa riqualificazione dell’intera città, all’insegna, come sta emergendo negli incontri preparatori alla Conferenza Economica, dei tre più: (più modernizzazione, ricerca, internazionalizzazione) e dei tre meno (meno degrado, dualismi urbani, cementificazione alla ricerca di improbabili rendite). Ben sapendo che un modello di sviluppo credibile e condiviso favorisce investimenti e occupazione, se felicemente supportato da risorse in relazione alle infrastrutture ed all’accrescimento del capitale umano. In questo senso, una prima e preziosa dotazione di spesa dovrebbe venire dalla “concretizzazione” dei poteri speciali già conferiti al Sindaco per fronteggiare l’emergenza ambientale. Un’ultima annotazione relativa ad un’ipotesi sulla quale si sta lavorando; la zona Falcata affacciata nell’Area dello Stretto (che da visione si trasforma in realtà operativa), sì da creare un meraviglioso bacino diportistico, oltre che luoghi privilegiati per il rapporto col mare. Su questi temi è già in atto un appassionato confronto tra il Comune, i principali “azionisti sociali” (stakeholders) e la società civile della città. Confronto che – concludono i due amministratori – le dichiarazioni del Presidente Cuffaro vitalizzano e corroborano”.

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