Continua su Internet l’ondata anti-Papa

Piccola coda alle pole-miche degli ultimi giorni. Circolano ancora in internet, e il grande frullatore mediatico planetario continua a scodellarle sul computer domestico: sono le vignette, decine, che diversi siti dell’estremismo islamico hanno prodotto e diffuso, sull’onda della campagna di disinformazione e di attacco che nei giorni scorsi, ma se ne avvertono ancora gli echi, ha coinvolto il Papa.
Fa male riferire anche i meno oltraggiosi tra gli epiteti riservati al Pontefice, descrivere anche le caricature meno offensive. Una per tutte, giusto per farsi un’idea: un Benedetto XVI camuffato da dracula, con tratto grezzo e puerile, sormontato da scritte in arabo: “Decapitatelo!”, e – sotto – una descrizione blasfema di chi sta inchiodato sulla Croce che il Papa regge anche in quella fotografia sfregiata. La galleria degli sberleffi si conclude con un esplicito “che Allah lo maledica!”. Ma ci sono anche i fotomontaggi con svastiche e baffetti hitleriani, i rivoli di sangue che colano dai lati della bocca del Pontefice, le fiamme che tutto avvolgono e distruggono. Non è sfuggita alla tentazione di unirsi al triste esercizio neppure l’emittente televisiva del Quatar Al Jazeera, mandando in onda una “striscia” animata che vede Giovanni Paolo II liberare colombe della pace e Benedetto abbatterle a fucilate, con evidente scoramento del compianto Pontefice. Uno squallido tentativo di contrapporre al Papa il suo predecessore, a suo tempo peraltro non proprio amato e osannato dalla cosiddetta “Cnn araba”.
Chi ha dimenticato che, all’inizio di quest’anno, il pianeta intero fu squassato da esplosioni di violenza e di barbarie, originate da frange estremiste islamiche in risposta alla pubblicazione di alcune vignette satiriche su Maometto, avvenuta alcune settimane prima su un piccolo giornale danese? L’Occidente intero fu ritenuto colpevole e blasfemo. Uomini e cose furono travolti dalla furia vendicatrice, “purificatrice”. Oggi ci tocca tacere e soggiacere. In pochi si s caldano, anche sui mass media. Ci siamo abituati a ridere di tutto, gli sberleffi anche più osceni ci fanno sogghignare, figurarsi un Papa che spara!
Sommessamente, senza voler rinfocolare fraintendimenti e contrasti, diciamo no. Sommessamente ma fermamente. No. Certo, non è nel nostro Dna ribattere “occhio per occhio…”. Il rispetto e la stima per le altre religioni, per la fede profonda di ciascuno e di tutti, ce li ha rammentati il Papa anche in queste ore. Garantisce lui, in nome di quel Crocifisso – ancora in quelle vignette oltraggiato – che egli brandisce come arma di pace e di fratellanza. Ci basta allora una richiesta: è troppo attendersi e pretendere che alla base della convivenza e del dialogo tra uomini e religioni vi sia, prima di tutto e nella pienezza del suo significato, la reciprocità del rispetto? Sembra poco, è la radice di tutto.

 

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