Roccalumera, i parrocchiani ripudiano padre Mantarro

ROCCALUMERA – Esce da un ospedale Maria Gomes de Souza, il Piemonte, dove era stata ricoverata con il trattamento sanitario obbligatorio (revocato ad una settimana dal ricovero) e fa ritorno volontariamente al Policlinico, dove la scorsa settimana era stata trasportata dal ”118” per essere medicata di alcuni graffi ed ecchimosi che gli sarebbero stati provocati dalla nipote del sacerdote Carmelo Mantarro, parroco di S. Teresa di Riva e della frazione Allume di Roccalumera. I sanitari stanno effettuando sulla donna una serie di accertamenti  sullo stato di salute mentale della de Souza, compresi aspetti di carattere ginecologico. E così da un ospedale all’altro continua la vicenda della trentanovenne brasiliana. Così come continua parallela la storia del settantenne don Mantarro che si arricchisce di altri particolari dopo quelli già noti e di ”colore rosa” per il presunto rapporto sentimentale che da quattro anni lo avrebbe legato all’ex perpetua.
Ad Allume da registrare, intanto, la levata di scudi dei 500 parrocchiani che hanno detto a chiare lettere che non vogliono più ad avere a che fare con il don Mantarro. I fedeli si sfogono con un manifesto mentre altri si stanno attivando per una raccolta di firme da inviare in Arcivescovado. Nel manifesto affisso sui muri della piccola frazione, si legge tra l’altro, «Un paese di 500 persone, dove la Chiesa dovrebbe essere motivo di unione fra i giovani e strumento di educazione per le nuove generazioni, e il parroco dovrebbe essere» colui il quale «fa da collante a tutto questo, si ritrova sulle principali reti televisive nazionali, suscitando risate e stupore tra chi ci vede da lontano…».
I fedeli, in pratica, si sentono traditi da padre Mantarro, nei cui confronti vengono mosse accuse gravi sotto il profilo etico e, ora, anche penale, pur tuttavia ancora da dimostrare. Nel frattempo  il sacerdote è nuovamente sparito dalla circolazione e si trova ospite di un istituto di preti ad Acireale, in provincia di Catania. Al di là di come stiano realmente i fatti, da dire, comunque, che si tratta di una storia che ha scosso le coscienze di intere comunità dei paesi del circondario ionico Messinese.

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