”Giù le mani dal Ponte”, 6 mila i siciliani a Roma

(Ampio servizio con interviste e commenti dei politici nel tg90 del 20 settembre, visibile sul nostro sito) ROMA – “Giù le mani dal Ponte”. Questo lo slogan gridato questa mattina a Roma dai manifestanti che da Piazza Venezia  hanno sfilato lungo via del Corso per giungere a Piazza Colonna. In migliaia hanno raggiunto Palazzo Chigi: sono arrivati da Sicilia, Calabria e Sardegna, in pullman, in treno e in aereo per la manifestazione promossa dal Movimento per l’autonomia. Per dire “SI” al Ponte della discordia, si è mobilitato tutto il popolo dell’ Mpa siciliano. Oltre 30 i pullman arrivati dalla Sicilia, 13 solo da Messina con altre 50 auto al seguito e centinaia di manifestanti in treno ed in aereo. Stando al deputato regionale Cateno De Luca, quella di oggi è stata la marcia dei mille messinesi su Roma. Il gruppo facente parte a De Luca ha esibito una bara nella quale era stato sistemato un plastico del Ponte.
“Il Ponte s’ha da fare e non permetteremo che ci venga scippato”, ha detto  l’on De Luca, con il megafono alle mani, nel corso della singolare marcia funebre inscenata dal giovane deputato regionale per celebrare metaforicamente la morte del ponte.

 

“Siamo stanchi di subire il divario esistente tra il Mezzogiorno e il resto d’Italia – ha incalzato De Luca -. Ribadiamo al Governo nazionale che la Sicilia non venga concepita come pattumiera d’Italia. A qualcuno il ponte da fastidio” – ha ribadito De Luca, “perché stravolgerebbe l’inversione di rotta dei capitali verso il Sud, con il Ponte più lungo del mondo, unica risorsa per la ripresa economica della Sicilia.
Infine  De Luca ha evidenziato che la marcia a Roma testimonia un appello di tutti i siciliani e dei messinesi in particolare, per far sentire il forte disagio sociale che li attanaglia”.

I manifestanti si sono sistemati oltre le transenne che delimitavano l’area davanti Palazzo Chigi mentre i leader politici hanno oltrepassato gli sbarramenti. Il popolo pro ponte era guidato da Raffaele Lombardo, leader del Movimento per l’autonomia, eurodeputato e presidente della Provincia di Catania.
E mentre a Roma si inscenava la protesta degli autonomisti, dalla Sicilia giungeva la notizia che la Provincia di Catania potrebbe acquistare 100 mila euro di quote azionarie della società Ponte sullo Stretto di Messina. Lo prevede un emendamento al bilancio di previsione dell’ Ente depositato nella segreteria generale del consiglio dal presidente della commissione Sviluppo economico della Provincia di Catania, Ottavio Vaccaro (An).
Numerose le reazioni alla manifestazione del Ponte. Tra i big politici, Gianfranco Fini, presidente di An: “La democrazia significa rispettare il volere del popolo – ha detto – basterebbe che a Palazzo Chigi avessero presente questo e la discussione sul Ponte sullo Stretto sarebbe finita: se c’è democrazia ha concluso Fini il ponte s’ha da fare”. “Il Governo Prodi vuole colpire il Mezzogiorno perchè non l’ha votato”. Così si è espresso il presidente dei senatori di Forza Italia Renato Schifani. Che ha aggiunto ” noi vogliamo lo sviluppo e porteremo la questione in Parlamento. Quelle aule sono la casa degli italiani dove adesso il presidente del consiglio Romano Prodi non vuole andare”.
Abbondanza di fasce tricolori e azzurre, decine di rappresentanze della piccola Imprenditoria, con in testa la FENAPI, sindacalisti, associazioni no profit, difensori dei consumatori ed altri esponenti della politica nazionale.
Presenti tra gli altri l’assessore regionale Lino Lenza, il governatore della Regione Sicilia, Salvatore Cuffaro, il sindaco di Catania, Umberto Scapagnini, l’on Nello Musumeci e Francesco Musotto.

Sono scesi in piazza anche altri esponenti della politica nazionale, tra cui i vertici di AN, con in testa  Fini, il deputato di AN Carmelo Briguglio, l’ex Ministro delle Pari Opportunità, Stefania Prestigiacomo, l’ex ministro agricoltura e Foreste, Giovanni Alemanno, e l’ex ministro delle Telecomunicazioni Franco Gasparri.

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