FURCI SICULO. Si è dimesso il presidente del Consiglio

FURCI SICULO – Si è dimesso questa mattina il presidente del Consiglio comunale di Furci Siculo Bruno Di Bella (An). La lettera, già protocollata, è destinata sicuramente ad aprire nuovi scenrai nell’ambito della crisi politica che da tempo attanaglia la maggioranza. Di Bella ha specificato che “sono venute meno le condizioni politico-amministrative” che lo avevano “indotto a far parte di questo gruppo di maggioranza”. Inoltre, a suo dire, sono state “disattese quelle linee programmatiche sottoscritte che dovevano rilanciare l’attività amministrativa”. Di Bella è molto vicino alle posizioni del vice sindaco Mario Balletta (sulle posizioni del deputato nazionale Carmelo Briguglio, An). Ed a quanto pare, da un pezzo, tra Balletta e il sindaco, Sebastiano Foti, non corre più… buon sangue. Le dimissioni di Di Bella fanno seguito all’uscita dal gruppo di maggioranza del consigliere Alessandro Niosi ed alle dimissioni da capogruppo di maggioranza di Pippo Settimo, mai sostituito. E non solo. Nel corso dell’ultimo anno a Furci ne sono successe di tutti i colori e non solo in Consiglio, ma anche in giunta. A Quanto detto, infatti, vanno aggiunte le dimissioni del vice sindaco Mario Balletta, rientrate dopo qualche mese senza che sia cambiato nulla. Balletta è tornato nei ranghi senza alcun incarico assessoriale, considerato che il sindaco Foti non gli ha più conferito nessuna delega. Il sindaco Sebastiano Foti questa mattina ha evitato  di rilasciare dichiarazioni pubbliche. Sta partendo per le vacanze e preferisce affrontare la delicata questione al suo rientro, magari quando le acque si saranno un po’ calmate. Il primo cittadino ha solo detto che “vi è in atto un dibattito critico nei confronti della maggioranza. Per quanto mi riguarda – ha aggiunto – mi adopererò affinché Di Bella torni al suo posto”. La convocazione del prossimo Consiglio comunale porterà la Firma del vice presidente Nino Barca. Dopodichè si dovrà tornare ad eleggere i vertici del Consiglio comunale. Ma, al momento, rimanendo così le cose, non esiste nemmeno una maggioranza in grado di eleggere un presidente.

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