Nizza, sarà sottoposto ad autopsia il corpo di Brigandì

NIZZA DI SICILIA – Un dolore immenso per la famiglia di Vincenzo Brigandì, il bidello della scuola elementare ’’San Giovanni Bosco’’  strappato agli affetti più cari da un destino crudele, assurdo. Un dolore che ha accomunato tutta Nizza di Sicilia, soprattutto per la tragicità delle fasi che hanno portato l’altro ieri mattina alla morte dell’uomo. Il corpo non è stato ancora restituito alla moglie e ai figli perché dovrà essere sottoposto ad autopsia. Brigandì venerdì mattina era salito su un albero di fico che si trova nel giardino della sua abitazione nel quartiere ‘’Principe’’ per raccogliere dei frutti. Dopo aver perso l’equilibrio è precipitato da un’altezza di circa tre metri, andando a finire con il fondo schiena su un paletto di ferro del diametro di due centimetri utilizzato per far arrampicare le piante. Un impatto terribile: il tondino gli è entrato dalla regione anale e dopo aver attraversato la scatola toracica, toccando anche il cuore, è fuoriuscito per alcuni centimetri dalla parte opposta, sulla clavicola sinistra. L’uomo, in pratica, è rimasto impalato. Dopo pochi minuti è arrivata un’ambulanza del 118 del Pte di Santa Teresa di Riva, con a bordo il dott. Salvatore Pantò e due operatori. A Brigandì, perfettamente cosciente, sono state praticate le prime cure. A liberarlo sono stati i vigili del fuoco che con una cesoia hanno tranciato il tondino di ferro. E’ intervenuto nuovamente il dott. Pantò che ha iniettato al paziente un farmaco antidolore e poi lo ha ‘’stabilizzato’’ badando, tra l’altro, ad evitargli il purché minimo movimento. Brigandì quindi è stato sistemato sull’ambulanza che, scortata dai vigili urbani, si è immessa nel casello autostradale di Roccalumera  per  raggiungere il Policlinico. Un percorso alternativo per evitare perdite di tempo nell’attraversare Alì Terme, Itala Marina e Scaletta Zanclea,  dove in questo periodo è facile rimanere bloccati per i frequenti ingorghi. Un lavoro altamente professionale quello svolto in quei momenti drammatici dall’équipe del ‘118’’, che nulla ha tralasciato per garantire ogni assistenza a Brigandì, che durante il tragitto ha parlato tranquillamente con il medico fino a quando l’ambulanza è arrivata al pronto soccorso. Dagli accertamenti clinici è emerso che a seguito della ferita il cuore di Brigandì si era ingrossato. Nulla, comunque, lasciava immaginare il tragico epilogo. Prima di essere sottoposto a Tac, Brigandì ha  avuto la forza di abbracciare la moglie. Dopo qualche ora dal ricovero l’uomo è morto a seguito di una emorragia. 

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