Alì Terme. Vicenda Mollerino, riceviamo e pubblichiamo

Le notizie di queste ore, che arrivano da una stampa attenta e scrupolosa e che riguardano il promontorio di Mollerino di Alì Terme, per molti, simbolo di speranza per il futuro turistico della cittadina termale, oltre che generare apprensione e curiosità, sollecitano alcune riflessioni.

La prima, affronta il diritto di proprietà: ovvero il sacrosanto diritto di chi possiede un bene nel cercare di valorizzarlo e farlo rendere, in termini di legge, il più possibile.

L’altro aspetto, nel caso in cui questo bene abbia delle notevoli risorse naturali, è quello di far sì che chi gestisce le sorti della comunità in cui è ubicato il bene, si preoccupi anche degli interessi di ricaduta ambientale e occupazionale sulla collettività stessa.

Altra questione, da non sottovalutare, trattandosi di un bene di notevole impatto pubblico, è l’interesse legittimo che una corretta informazione debba avere.

Ora finchè questo bene è mio e me lo godo io, nessuno ha il diritto di interferire, salvo casi di eccezionale interesse generale. Ma dal momento in cui si chiede e si ottiene dalle istituzione un intervento atto a valorizzarlo, ottenendo così anche cospicui contributi, in cambio di risorse collettive, occorre vigilare affinché gli interessi collettivi in origine non vengano meno. Il punto qual’è: può ritenersi meritoria l’azione di una amministrazione comunale, nel favorire la valorizzazione di quel bene, senza profitto per le casse comunali  e per la sua collettività e senza l’avvallo della collettività stessa e del diritto all’informazione?  Se ciò avviene, oltre a rappresentare una pessima amministrazione, lede i diritti democratici di una collettività che di quella collina ne ha fatto un simbolo! Dai numeri che si possono leggere dal meritevole e approfondito servizio informativo di tele 90, emerge un evidente e legittimo tentativo da parte della proprietà di ottimizzare degli investimenti. Quanto poi questi numeri possano e debbano soddisfare gli amministratori locali e non solo, è tutto da verificare. Considerando quindi che stiamo parlando di una collina piena di risorse naturali e non solo( ricordo le volte in cui vi salivo da bambino per la raccolta dei gelsomini, fino a collocarla nei miei ricordi come la collina dei profumi) e che,  da sempre, ha rappresentato una “dote” per tutti i nativi di Alì Terme, la ricerca di una soluzione equa è d’obbligo. A mio avviso applicando la regola del buon senso, viste anche le enormi potenzialità della zona, una soluzione che soddisfi entrambe le posizioni c’è, ed è quella della  realizzazione di un”parco termale” capace di ottenere i seguenti risultati: valorizzazione e tutela ambientale, notevoli risorse occupazionali destagionali, copertura di investimenti ed elevati profitti di proprietà. Inviterei pertanto, le personalità preposte di entrambi gli schieramenti, a visitare il “Parco Termale di Comano” nel trentino, e prendere spunto da chi ha ritenuto più produttivo realizzare oltre a delle strutture ricettive turistiche fantastiche, zone di verde attrezzato annesse, evitando cementificazioni inutili e penalizzanti per l’attività turistica stessa e consentendo il sacrosanto diritto all’informazione per una collina  privata d’interesse collettivo.

 

 

Leave a Response