Furci, il consigliere Niosi abbandona la maggioranza

FURCI SICULO – Dopo Pippo Settimo anche Alessandro Niosi lascia la maggioranza consiliare. Con un documento indirizzato al sindaco Sebastiano Foti e al presidente del Consiglio Bruno Di Bella, Niosi rende noto che non si riconosce più nel gruppo che ha vinto le elezioni nel 2003 e che definisce disaggregato e discontinuo, incapace perfino di scegliersi  un nuovo capogruppo. Ritengo – aggiunge Niosi – che dall’Amministrazione  non sia stata elaborata a sufficienza una programmazione seria e responsabile per dare seguito ad una linea comune e condurre finalmente il paese fuori dal proprio torpore e dalle proprie difficoltà. Qui di seguito pubblichiamo la lettera che Niosi ha fatto pervenire al sindaco Sebastiano Foti e con la quale spiega dettagliatamente i motivi che lo hanno spinto a prendere le distanze dall’amministrazione attiva.
”Il sottoscritto, Alessandro Niosi, eletto alle elezioni amministrative del 2003 nella lista “Civiltà e Progresso”, ha motivo di ritenere ormai conclusa la propria esperienza all’interno del gruppo di maggioranza in quanto non crede sussistano le condizioni per operare serenamente nell’interesse della collettività e secondo le logiche del gruppo di maggioranza a cui appartiene .
Con grande dispiacere, il sottoscritto è giunto alla convinzione che per poter svolgere al meglio quanto previsto dal proprio mandato di Consigliere Comunale sia necessario operare ed agire secondo una logica di comportamento che non si identifichi con questo gruppo di maggioranza, ormai disaggregato e discontinuo, incapace perfino di scegliersi un capogruppo (il Consigliere Settimo già da un pezzo ha comunicato in Consiglio le proprie dimissioni da capogruppo) e di condividere delle scelte comuni di giunta.
Che ne è stato di quel gruppo che con gli assessori condivideva quotidianamente ed all’unisono la vita del Municipio? Che ne è stato di quel gruppo che all’unanimità marciava compatto in ogni Consiglio Comunale condividendo ed approvando le proposte dell’esecutivo?
Nel contesto di questo gruppo di maggioranza, il sottoscritto pensa che sia venuto meno, fino a questo momento, il concetto vero e proprio di “gruppo”. Probabilmente è stato frainteso il modo di interpretare un ruolo di partecipazione alla pubblica amministrazione secondo delle logiche di condivisione collettiva dei problemi comuni.
Ritengo che da questa Amministrazione non sia stata elaborata a sufficienza (e forse non si è voluto) una programmazione seria e responsabile, per dare seguito ad una linea comune e condurre finalmente il paese fuori dal proprio torpore e dalle proprie difficoltà.
Certo le sappiamo che le condizioni di Furci non sono delle migliori, sia dal punto di vista economico che di organizzazione, ma credo che l’auspicata azione collettiva di pianificazione degli interventi a breve, medio e lungo termine non abbia avuto seguito in alcun modo ma, anzi, sia stata sempre ostacolata da più parti, internamente ed esternamente al gruppo.
Penso pertanto che la cosa più giusta da fare, da parte mia, sia continuare a partecipare alla vita amministrativa del paese continuando ad onorare il mio impegno ed il mandato conferitomi dagli elettori, interpretando però questo ruolo da una posizione svincolata da un gruppo non più “mio”, valutando le proposte di questa Amministrazione in modo serio e responsabile secondo i propri convincimenti, nel supremo interesse di una collettività che ha il diritto di essere tutelata nei confronti di qualsiasi forma aberrante di scelta politica e di sviluppo.
La mia non vuole essere un’azione rivolta contro qualcuno in particolare, ma esprime un disagio vissuto all’interno di una realtà politica sempre più lontana da quei principi basilari, indispensabili da onorare, della mia moralità.
Pertanto, con enorme rammarico, credo possa ritenersi concluso il mio ruolo all’interno di una maggioranza che non sento più nelle mie corde.
Da oggi il mio impegno sarà svolto, come sempre, con la serietà e con il rigore che compete al “Consigliere Comunale” che vuole solo il bene del proprio paese, ma con la consapevolezza di un progetto politico ormai alla deriva, senza quello spirito di “Unione” che ha sempre caratterizzato l’Amministrazione Foti e che ormai non esiste più”.

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