Messina. L’antica fontana di Orione sotto i… riflettori

MESSINA – Da questa sera, a conclusione degli interventi di ristrutturazione disposti dall’assessore alle manutenzioni, Gaetano Isaja, sarà riattivato l’impianto di illuminazione della fontana di Orione. L’impianto, realizzato su progetto dell’ing. Salvatore Saglimbeni, direttore della sezione di pubblica illuminazione, evidenzierà in maniera suggestiva gli elementi artistici che compongono la fontana: le statue raffiguranti i fiumi (Tevere, Nilo, Ebro e Camaro), ciascuna illuminata da un proiettore, ed il complesso di tritoni e naiadi (divinità marine) sovrastate dal gigante Orione, mitico fondatore di Messina verso cui sono indirizzati i fasci luminosi di altri quattro proiettori. Dal punto di vista tecnico l’impianto rappresenta una novità nel settore dell’illuminotecnica, in quanto sono stati impiegati 8 proiettori LED che a fronte di consumi minimi, assorbe una potenza di soli 280 watt (contro gli 8000 watt assorbiti dal vecchio impianto), garantisce rese luminose paragonabili a quelle delle tradizionali lampade a scarica, avendo peraltro una durata di circa 50 mila ore di funzionamento (dieci – dodici anni di vita contro i circa otto – dodici mesi per le lampade a scarica ad alto wattaggio) senza manutenzione. Da oggi quindi sarà possibile osservare con una particolare atmosfera notturna, la cinquecentesca fontana a cui si lega la progettazione nel 1530 dell’architetto Francesco La Cameola, di un acquedotto messinese che canalizzò le acque del Camaro. La Fontana di Orione, fu completata nel 1553 da Giovanni Angelo Montorsoli (1507-1563), discepolo di Michelangelo che realizzò l’apparato scultoreo rispondendo all’esigenza di evidenziare le remote origini della città, attribuite al mitico cacciatore Orione, posto all’apice della fontana. Strutturata a pianta dodecagonale con più vasche sovrapposte secondo una tipologia rinascimentale, con l’adozione di un complesso apparato figurativo desunto dalla mitologia classica che fu modulato alle finalità celebrative del monumento, la fontana nel 1612 fu chiusa con cancelli in ferro, che lasciavano le vasche esterne per attingere acqua. Nel 1855 fu sistemata la cancellata che chiuse interamente la fontana. La grande vasca dodecagonale presenta quattro lati rientranti in cui sono alloggiate altrettante vasche ovali, mentre otto dadi posti al suo esterno, reggono altrettante statue in pietra nera di mostri mitologici. La grande vasca è inoltre sostenuta da una serie di cariatidi e telamoni a mezza figura, mentre sui quattro lati rientranti sono sdraiate statue raffiguranti i fiumi Tevere, Nilo, Ebro e Camaro, che versano acqua nelle vasche sottostanti da brocche capovolte. La fontana di Orione è uno dei primi monumenti italiani illuminati interamente con tecnologia LED, tecnologia che rappresenta la frontiera dei sistemi di illuminazione, sistema che sarà impiegato anche per la valorizzazione della facciata del Monte di Pietà, prossima tappa del percorso avviato dall’assessore Isaja per la valorizzazione del patrimonio artistico ed architettonico della città.

 

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