Alì Terme, il vicesindaco Rizzo si dimette e poi rientra?

ALI’ TERME – L’attuale vicesindaco ed ex sindaco di Alì Terme, Antongiacomo Rizzo, avrebbe presentato le dimissioni. Questa la prima voce circolata in ambiente bene informato. La seconda versione, invece, dice di un Rizzo che poi avrebbe avuto un ripensamento ritirando così le dimissioni. Quale delle due ipotesi è la più credibile? Non sappiamo. Un fatto comunque è certo: Antongiacomo Rizzo, in effetti, avrebbe quanto meno manifestato la volontà di uscire dal Consiglio comunale. I successivi eventi, come detto, lo vedrebbero adesso nuovamente schierato con la maggioranza che si rifà, si fa per dire, al sindaco Lorenzo Grasso. Ma quale chiave di lettura dare alla estemporanea di Rizzo? Non dimentichiamo che tra due anni esatti si torna alle urne per le amministrative e Rizzo, pare, che intenda riproporsi alla carica di primo cittadino ma deve – è obbligato – a dare una spiegazione per mettere da parte Lorenzo Grasso. In sostanza: mi dimetto – avrebbe pensato Rizzo – perché questa amministrazione è da ritenere fallimentare. Un alibi politico per spianarsi la strada. Ma Rizzo, forse, dimentica che Grasso è stato voluto da lui nel momento in cui, esauriti i due mandati consecutivi previsti dalla legge, ha dovuto passare il testimone. E siccome chi conosce politicamente Rizzo, non è da escludere che queste paventare dimissioni possano rappresentare il preludio ad una azione accerchiante per mettere alle corde Grasso. Di alchimie Rizzo è indubbiamente un cultore ma stavolta sarà difficile per lui attribuire ad altri colpe che gli appartengono storicamente. E sempre per quanto riguarda l’azione politico-amministrativa, da alcune settimane gira con insistenza la voce che sulla collina di Mollerino, di proprietà della famiglia di Saro Spadaro, dovrebbero essere realizzate delle villette. Ed allora ci si chiede: e il terzo Polo Termale, ritenuto avveniristico e tappa fondamentale per lo sviluppo di Alì Termne dall’attuale vicesindaco Rizzo, che fine ha fatto? Eppure quel terreno, da anni, era stato destinato ad insediamenti ricettivi con annesse Terme. Un’operazione di diversi milioni di euro questa delle villette e che se dovesse avere riscontri concreti lascia, tanto per usare un eufemismo, alquanto perplessi.

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