Alì, conclusi i festeggiamenti per il parroco D’Arrigo

ALI’ SUPERIORE – Con una messa solenne presieduta dall’arcivescovo di Messina mons. Giovanni Marra, si sono conclusi i festeggiamenti del 25. anniversario di sacerdozio di don Vincenzo D’Arrigo, parroco di Alì Superiore e Alì Terme. La celebrazione eucaristica nel Duomo di S. Agata, alla presenza di centinaia di fedeli tra cui moltissimi sacerdoti dei paesi vicini. Il festeggiato, visibilmente commosso, ha ricevuto in dono una pergamena ricordo da parte del presidente del Consiglio di Alì Filippo Pantò, mentre il sindaco, Giovambattista Di Blasi,  ha avuto parole di apprezzamento per l’opera fin qui svolta da padre D’Arrigo. Elogi anche dall’arcivescovo che, nell’omelia, ha tracciato brevemente l’attività pastorale del sacerdote che dal 1983 guida la parrocchia di S. Agata di Alì e dal 1998 anche quella di S. Rocco di Alì Terme, due comunità nelle quali don Vincenzo, originario di Giampilieri, si è integrato in maniera armoniosa, prodigandosi a favore dei giovani, dei bisogni e degli ammalati. Un sacerdote, insomma, che della sua vocazione ha fatto una missione di vita. Don Vincenzo D’Arrigo è stato ordinato il 27 giugno 1981 dall’allora arcivescovo di Messina mons. Ignazio Cannavò dal quale successivamente è stato chiamato a svolgere le mansioni di segretario arcivescovile. L’arcivescovo emerito Cannavò ha voluto essere presente nei giorni scorsi ad Alì Terme per abbracciare uno dei suoi figli prediletti con la celebrazione di una solenne santa messa nel cortile dell’Istituto salesiano delle figlie di Maria Ausiliatrice.  Il 16 gennaio 1983, padre D’Arrigo è stato nominato arciprete-parroco dell’Arcipretura di Alì e nel 1990 ha assunto l’incarico di vicario foraneo del Vicariato di Roccalumera. La serata celebrativa in onore di don Vincenzo D’Arrigo si è conclusa con l’inaugurazione del museo parrocchiale, allestito da Carmelo Miceli, conservatore di Beni architettonici e ambientali. Un ottimo lavoro quello di Miceli,  ideato e voluto da padre Vincenzo per consentire la fruizione delle interessanti opere d’arte custodite nel Duomo di S. Agata. Tra i pezzi pregiati in esposizione, la ‘’manta’’ (mantello) della Madonna del Rosario, ostensori, calici, quadri e paramenti sacri. L’inaugurazione del museo ha coronato le cinque giornate di festeggiamenti “mirate – ha detto don Vincenzo D’Arrigo – non tanto a celebrare il sacerdote, quanto il dono del sacerdozio”.

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