Messina. Omicidio Burrascano, chiesti due ergastoli

MESSINA – Due condanne a vita e 12 anni sono stati chiesti a Messina dal pubblico ministero a conclusione della requisitoria nel processo per l’omicidio di Emanuele Burrascano, 34 anni, assassinato davanti casa nel marzo del 2002. Imputati del processo la moglie della vittima, Benedetta Portogallo, accusata di favoreggiamento nell’uccisione, il cognato, Rosario Grillo, ritenuto il mandante dell’omicidio, e l’esecutore materiale del delitto, Giuseppe Arena.

 

Per il pubblico ministero Giuseppe Verzera, la vittima avrebbe ostacolato la relazione tra la moglie e il cognato. Per eliminare quest’ostacolo, Rosario Grillo, ritenuto anche affiliato alla cosca mafiosa di Mangialupi, uno dei rioni cittadini, avrebbe deciso di fare eliminare il marito dell’amante, da Arena.
Burrascano venne assassinato la sera dell’11 marzo 2002 con quattro colpi di una calibro 7,65, davanti casa. Dati i precedenti dell’uomo, tossicodipendente, con precedenti penali per spaccio di sostanze stupefacenti, le indagini della Squadra mobile si orientarono inizialmente verso il mondo della droga. Due anni e mezzo dopo, nell’ottobre del 2004, la svolta. I risultati dell’attività investigativa orientavano verso la pista del delitto passionale. Per gli investigatori, infatti, Emanuele Burrascano era stato ucciso, su mandato del cognato, Rosario Grillo, per continuare indisturbato la sua relazione con la cognata, Benedetta Portogallo. La sentenza del procedimento è attesa per domani.

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